La curva di apprendimento. La tua elevazione personale.

Nell’ottocento Hermann Ebbinghaus, uno psicologo tedesco, coniò l’espressione curva di apprendimento” per descrivere i processi osservati in persone che memorizzavano specifici compiti attraverso numerose ripetizioni, un concetto che presto assunse un significato più ampio. Un principio attraverso cui si dimostra che, attraverso l’abitudine e la ripetizione, si ottiene un costante miglioramento in qualsiasi attività umana.

A mio avviso la “curva di apprendimento” è una metodica attraverso la quale, giorno dopo giorno, diventa sempre più facile raggiungere un obiettivo.

Ogni giorno scopri una nuova fonte di informazioni, scrivi e comunichi in maniera più disinvolta e diventi sempre più produttivo nel generare le tue comunicazioni. 

Alcuni mi dicono che le informazioni con cui produrre i contenuti sono preziose, le hanno pagate col tempo, lo studio o la ricerca. La professionalità e la conoscenza non vanno regalate o svendute.

Non sono d’accordo con questa presa di posizione, anzi sono convinto che le idee portino nuove idee e tanto “valore positivo” a chi le ha generate. Come diceva Thomas Jefferson

“Chi riceve un’idea da me ricava conoscenza per sé senza diminuire la mia; come chi accende la sua candela con la mia riceve luce senza lasciarmi al buio”.

Illuminare le persone è un buon metodo per farsi amare, ricordare o apprezzare. Un modalità costosa energeticamente, in cui avrai poca concorrenza. Su questa puoi innescare l’abitudine attraverso un’efficace “curva di apprendimento”.

La curva di apprendimento è una skill personale, solo tu puoi decidere se elevarti, apprendere, verificare e continuare ad apprendere.

Avere cultura ti consente di prendere le decisioni in maniera più precisa, ti consente di argomentare meglio, ti consente maggiori relazioni di livello.

Padroneggiare le soft skills, oggi più che mai, è di vitale importanza nell’ambito delle sfere della vita: personale, affetti, professionale.

I tuoi clienti, le persone con le quali ti relazioni, sono alla ricerca di competenze soecifiche nel tuo lavoro, ma sempre di più sono alla ricerca delle caratteristiche personali importanti in qualsiasi contesto, non solo lavorativo, perchè influenzano il modo in cui si fa fronte di volta in volta alle richieste dell’ambiente che ci circonda.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.

Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.

Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.

Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.

OPEN è l’acronimo di Organizzazione Personale Elevazione Naturale.

– E’ una Realtà Fortemente Voluta e Realizzata da Antonio Finocchi, Imprenditore dal 1984, Consulente Aziendale, Esperto nella Gestione del Debito, Riorganizzazione e Rilancio Aziendale, soft skills e determinazione del clima aziendale.

– Ha Dedicato la Sua Vita ad Ispirare Imprenditori e Professionisti al “Fare per Riuscire”.

– Autore del Libro “Fra il Dire e il Fare, c’è di Mezzo…il Fare!”

– Ha ideato e Porta Avanti con Grande Successo il Sistema di Crescita Imprenditoriale “Imprenditore Evoluto” per Ispirare Imprenditori e Professionisti a Fare Impresa nella Giusta Rotta. Predica da sempre “l’inutilità” dell’imprenditore in azienda, nel senso che se l’imprenditore stesso risulta indispensabile, l’azienda non ha praticamente valore, essendo egli stesso il valore dell’azienda che, in sua mancanza, sarebbe una scatola vuota.

Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio sito e quello della mia azienda.

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Apparire è una cosa, esserci ne è un’altra.

Riporto di seguito quanto ha scritto il grande Umberto Eco:

“Il primo eroe dell’apparire è stato l’imbecille che andava a mettersi dietro agli intervistati e agitava la manina. Ciò gli consentiva di essere riconosciuto la sera dopo al bar (“Lo sai che ti ho visto in tv?”), ma certamente queste apparizioni duravano lo spazio di un mattino. Quindi gradatamente si è accettata l’idea che per apparire in modo costante ed evidente occorresse fare cose che un giorno avrebbero fruttato la cattiva reputazione. Non che non si aspiri anche alla buona reputazione, ma è faticoso conquistarla, dovresti aver compiuto un atto eroico, aver vinto se non il Nobel almeno lo Strega, aver passato la vita a curare i lebbrosi, e non sono cose alla portata di ogni mezza calzetta. Più facile diventare soggetto di interesse, meglio se morboso, se si è andati a letto per denaro con una persona famosa, o se si è stati accusati di peculato” – Umberto Eco

La fama, il successo e il potere sono cose a cui puoi accedere con le capacità e le connessioni giuste, tuttavia rimangono obiettivi raggiungibili per pochi.

In alternativa puoi crearti una reputazione, dei legami sulla fiducia e un pubblico attento anche se limitato. 

La strada giusta non è quella di apparire bensì quella di esserci, quella di intrecciare relazioni con la tua rete di contatti.

Per fare questo, in estrema analisi, devi essere predisposto ad ascoltare l’altro, se non lo fai non potrai mai sapere davvero chi è, con chi stai parlando, le sue passioni, le sue volontà, i suoi obiettivi.

Non parlare di te con i tuoi contatti, parla di loro, ascolta (chissà perchè abbiamo due orecchie ed una sola bocca!) e soprattutto muovi la tua mente verso un obiettivo: come ti posso aiutare?

Sembra strano vero? Eppure predisporti all’aiuto attivo, a capire cosa puoi fare per la persona che hai di fronte, a come la tua rete di contatti potrebbe essergli utile ti farà apparire in una maniera diversa, nuova, perchè potrai comunicare di esserci.

In alternativa, la strada indicata da Umberto Eco è sempre percorribile, diventando un “soggetto di interesse”, obiettivo più semplice e realizzabile se non hai specchi in casa in cui guardarti.  

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Il segreto della felicità nasce dalla passione per quello che facciamo.

Ciao, permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
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Buona lettura!

La nostra qualità di vita non dipende solo dalla felicità, ma anche da ciò che facciamo per essere felici. Se non stabiliamo degli obiettivi che diano un senso alla nostra esistenza, se non usiamo la nostra mente al massimo, allora i sentimenti positivi riempiranno solo una minuscola frazione di tutto il potenziale che abbiamo. Dopo decenni dedicati a studiare le circostanze in cui le persone raggiungono il loro massimo potenziale, le ricerche di Mihaly Csikszentmihalyi ci mostrano che le persone sono più felici quando raggiungono uno stato di concentrazione intensa, che questo famoso psicologo chiama “il flusso”. Questo stato emotivo si raggiunge quando si provano emozioni positive come la felicità, la forza o un atteggiamento positivo. Poiché la nostra concentrazione non deve dedicarsi a ruminare sulle idee o a compiangersi, la nostra energia psichica può fluire liberamente verso qualsiasi pensiero o attività ai quali vogliamo dedicarci. Al contrario, invece, le emozioni negative, come la tristezza, la paura, l’ansia o la noia, sono una fonte di uno stato emotivo nel quale non si riesce a usare in modo efficace la propria concentrazione per affrontare i compiti esterni, perché ne abbiamo bisogno per ristabilire un ordine soggettivo interno.

“La felicità dipende da noi stessi”
-Aristotele-

Il flusso svolge un ruolo fondamentale nella nostra capacità di essere felici

Per capire meglio cos’è lo stato di coscienza del flusso, bisogna iniziare ad analizzare lo stato opposto, ovvero quello in cui non c’è alcun ordine nella propria coscienza, nel quale i pensieri compaiono e scompaiono in modo capriccioso senza poterli controllare. Si tratta di uno stato emotivo molto spiacevole che, di solito, è relazionato ad altri problemi come l’insicurezza, la depressione o l’ansia e che, se si ripete frequentemente, ci può rendere molto infelici.

Lo stato di coscienza opposto è il flusso. Quando la mente fluisce, si è in grado di essere perfettamente attenti e di controllare se stessi, ci si sente spensierati e in possesso di una piacevole sensazione di fare la cosa giusta. Tutto ha senso e i problemi che ci ostacolano si presentano come piacevoli sfide che affrontiamo con entusiasmo e non come minacce al nostro benessere o alla nostra sicurezza personale.Diversi studi sembrano indicare che alcuni fattori, come il denaro, in realtà hanno un ruolo importante per quanto riguarda la nostra felicità. I soldi, per esempio, sono importanti quando se ne hanno pochi, proprio come il cibo è importante quando moriamo di fame, ma più denaro si ha, meno influisce sulla nostra felicità.In seguito al grande potere di acquisto dei paesi sviluppati, esistono altri fattori molto più importanti del denaro che determinano la nostra felicità. Infatti, trovarsi in uno stato di flusso fa sì che una persona si senta più sicura di se stessa, meno ansiosa e più felice.

“L’arte o lo sport sono forme culturali che hanno l’unico scopo di fornici lo stato di flusso”
-Mihaly Csikszentmihalyi-

La felicità potrebbe trovarsi nei nostri lunedì

Di solito, il lunedì è il giorno peggiore della settimana, quasi un tabù per molte persone, perché rappresenta il ritorno al lavoro dopo il weekend. Tuttavia questo potrebbe essere un paradosso importante: il lavoro è più utile dell’ozio per raggiungere ciò che si chiama “stato di flusso”, che potrebbe anche essere tradotto come felicità.

La chiave sta nel fatto che, per molte persone, l’ozio è un tempo morto, mentre il lavoro rappresenta tutto il contrario. Avere obiettivi chiari, sapere come gestirli e ricevere un feedback a proposito è fondamentale per raggiungere il flusso. In pratica, quando parliamo di stato di flusso, ci riferiamo a questo: la capacità di concentrare tutta la nostra energia psichica e le nostre attenzioni sui piani e sugli obiettivi che abbiamo scelto noi, e sapere che vale la pena inseguirli perché abbiamo scelto questo tipo di vita e siamo in grado di goderci ogni momento di ciò che facciamo.

“Portare a termine dei piani o raggiungere degli obiettivi che abbiamo scelto noi è fondamentale per entrare nello stato di flusso”
-Mihaly Csikszentmihalyi-

Qualunque cosa fai, mettici passione!

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Buona lettura!

Se amate, amate con passione; se state lavorando su qualcosa che vi interessa, se dipingete, se ballate, se scrivete, fatelo con passione; se praticate uno sport impiegateci tutta la passione che avete. Non dimenticate mai che la passione è l’energia della vita, qualunque cosa facciate in modo appassionato vi farà sentire completi e felici. Durante la nostra vita tendiamo a realizzare molte cose solo perché abbiamo preso un impegno o per paura delle opinioni altrui; queste attività, però, non ci motivano o semplicemente non ci piacciono. Cosa succede, però, quando facciamo qualcosa che ci appassiona davvero? Dedicarci a qualcosa che amiamo, che ci entusiasma, che ci emoziona, ci farà sorridere e ci riempirà di energia. Perché allora non andiamo alla ricerca di ciò che ci appassiona davvero?

“Niente di grande è stato fatto al mondo senza passione”
-Friedrich Hegel-

Cercate un lavoro che vi appassioni

Una delle domande fondamentali relative al lavoro è: questo è il lavoro che ho sempre desiderato? Se la domenica pomeriggio siete in ansia perché il lunedì dovete tornare a lavorare, probabilmente non siete nel posto che fa per voi. Il lavoro occupa una grande quantità del nostro tempo, per questo è importante sentirsi a proprio agio con ciò che si fa, sapere che il proprio contributo è fondamentale per la nostra azienda e per noi stessi. È molto comune ascoltare lamentele da parte di colleghi, amici o familiari, relative al proprio lavoro, e spesso noi stessi ce ne lamentiamo. Tuttavia, sono pochi coloro che hanno il coraggio di cambiare rotta.

Mantenere un lavoro anche quando si ha la possibilità di cambiarlo è solo un altro modo per essere infedeli nei confronti di se stessi, della propria felicità; bisognerebbe abbandonare quelle paure che nella maggior parte dei casi si rivelano infondate. Si tratta di vivere la vita al meglio e diventare la migliore versione di se stessi.

“Con la vita bisogna fare l’amore, senza drammi, con follia e passione.”
-Federico Moura-

Un fattore essenziale quando si vuole trovare il lavoro ideale è la capacità di gestire le proprie paure. I nostri sogni sono dalla parte opposta di dove siamo adesso – è arrivato il momento di superare la paura ed andare avanti. Pensate a ciò che vi impaurisce, esternatelo, accettatelo e visualizzate lo scenario peggiore che potrebbe accadere. In questo modo, otterrete una prospettiva molto più realistica.

Cercate persone piene di passione

Quando desideriamo cambiare qualcosa sul lavoro o in altri aspetti della nostra vita che non ci rendono felici, la prima cosa che possiamo fare è cercare di circondarci di persone appassionate, che ci trasmettano il loro entusiasmo, che ci appoggino nel nostro progetto di cambiamento.

È normale che le persone che abbiamo accanto non comprendano il nostro desiderio di cambiare qualcosa della nostra vita, soprattutto se si tratta di un lavoro che ci assicura uno stipendio a fine mese. Tuttavia, si tratta della nostra vita, e chi ci ama e ci stima davvero rispetterà il nostro cambiamento, anche se non lo capirà. Forse lo potrà addirittura approvare, quando lasciato alle proprie spalle lo scetticismo, comincerà a vedere i risultati.

Cercate quello che vi rende felici

Cos’è che vi entusiasma davvero, cos’è che vi fa vibrare? Ebbene, quello è il cammino che dovrete seguire. Tutti hanno qualcosa che fa battere il cuore più forte, che dipinge un sorriso sul loro volto. Quando ciò succede, vuol dire che ci stiamo dedicando a quello che ci appassiona. Esplorate tutto quello che vi piace, partecipate a corsi, parlate con persone che se ne occupano, leggete, studiate, informatevi a poco a poco e vedrete come il vostro sogno si delineerà di fronte a voi.

Imparate a trasmettere la passione

Quando facciamo ciò che ci appassiona, senza rendercene conto, trasmettiamo la nostra passione ad altri: sprizziamo entusiasmo da tutti i pori della nostra pelle. Il nostro entusiasmo raggiungerà qualsiasi luogo in cui ci troviamo e qualsiasi gruppo di persone con cui intratterremo relazioni.

Prima o poi nella vita incontrerete un’altra persona desiderosa di realizzare un cambiamento nella sua vita senza averne il coraggio e questa sarà l’occasione perfetta per voi per trasmetterle il vostro entusiasmo, così da farle perdere la paura del futuro e in modo che prosegua il cammino verso i suoi sogni.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore

Vendi raccontando la tua storia e genera passaparola.

Durante la mia carriera come imprenditore ed anche come formatore, mi è capitato molto spesso di conoscere imprenditori e professionisti che non raccontavano mai ai clienti di sé e dell’azienda. Insomma troppo spesso sento le persone dire COSA FANNO e quasi mai PERCHE’ LO FANNO attraverso la propria storia.

Sul mercato esistono migliaia di imprenditori che vantano storie incredibili e toccanti. Vicende di uomini e donne che hanno creato un business profittevole dove prima spesso c’era il nulla.

Nel 99% dei casi, non lo sa NESSUNO. Eppure sono racconti che farebbero innamorare persone in target, scatenando passaparola e attirando nuovi clienti.

Parlare di quello che si fa è importante, ma parlare delle proprie passioni, di se stessi (non in tono autocelebrativo) del perchè si è scelta una strada, un business attrae attenzione e molto spesso le persone con cui ci relazioniamo, che potrebbero non essere interessate direttamente al nostro business, potrebbero essere interessate ai nostri hobbies, alle nostre passioni, a “come” abbiamo fatto e quindi generare nuovi clienti in target con noi.

Il passaparola, infatti, si scatena attraverso le storie. Le persone NON vogliono sentirsi raccontare statistiche, dati, luoghi. Al contrario, amano ascoltare aneddoti, favole ed episodi particolari.

Il problema è che devi saperlo fare.

Devi saper coinvolgere i tuoi clienti, e non solo, con storie su di te in grado di scatenare relazioni e generare referenze.

Devi sapere quali strumenti possono aiutarti davvero a veicolare il tuo messaggio, come crearli e come renderli realmente utili per il tuo business.

Insomma, non puoi improvvisare.

Soprattutto se vuoi assicurarti di scatenare soltanto passaparola POSITIVO.

Datti da fare, mettiti alla prova, ma sappi che esiste un metodo per fare in modo che la tua storia, per semplice o particolare che sia, possa generare relazioni, contatti, referenze.

Il passaparola, per funzionare, deve essere strutturato, metodico e non lasciato al caso. Il flusso di clienti che ti deve arrivare attraverso il passaparola deve essere continuo.

Anche questa è una fase del marketing strategico, una delle più importanti, in quanto ti insegna a relazionarti, a proporti in maniera diversa rispetto agli altri, concorrenti o meno che siano.

Se hai qualsiasi domanda da pormi anche su questo argomento, lascia un commento o mettiti in contatto con me.

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