Tu sei ricco, ma la tua azienda è povera.

Spesso mi ritrovo a parlare di una spiacevole abitudine degli italiani, quella di non investire in azienda ma al contrario di usare questa come portafoglio personale, una cosa assurda!!!

Gli italiani usano le aziende al contrario.

Gli italiani, con la propria azienda pagano prima sé stessi, per pagarsi il proprio tenore di vita, i propri vizi e in generale per mettere “qualcosa” in banca.

Per questo spremono sempre le aziende fino all’osso e oltre. In pratica l’imprenditore italiano decide aprioristicamente un tenore di vita che desidera e poi spreme, tipo le olive sotto la macina del frantoio, l’azienda per estrarre quello che gli serve per mantenere quello stile di vita.

Non importa se in questo modo l’azienda muore per asfissia finanziaria perché si prende più di quello che serve per il sostentamento e gli investimenti.

Aziende massacrate come le mucche negli allevamenti intensivi.

Esattamente come accade per le mucche in allevamento. I vegani per etica e gli animalisti hanno ragione su questo punto. Una vacca in natura ha una vita media di 25-30 anni a seconda della razza.

In allevamento, spremuta contro natura per dare più latte di quello che normalmente farebbe, muore entro i 5 anni.

Esattamente come la maggior parte delle aziende in Italia.

Che muoiono prevalentemente – anche se a chi capita non piace sentirselo dire e preferisce dare la colpa alle tasse, al governo o altri responsabili via via sempre più astratti tipo “la crisi” – per malagestione ed eccesso di sfruttamento.

Gente che dovrebbe girare con la panda a gas per qualche anno, perché quello l’azienda neonata può dare, che invece vuole per immagine sociale il macchinone, la seconda casa al mare e le super-ferie.

Non a caso, la differenza della patrimonializzazione tra privati e aziende in Italia è assurda e impietosa.

Sai quanti sono gli imprenditori che nel 2019 pensano di “investire in azienda“? SOLO l’11% contro il 25% del 2018.

Questo vuol dire che 9 imprenditori su 10 non faranno niente per migliorare la propria competitività sul mercato.

Siamo nell’epoca più importante del mondo dell’imprenditoria, dove il marketing finalmente permette a coloro che vogliono emergere di scalare la cima dell’ascensore sociale anche partendo da sottozero.

Il segreto? Andare all’attacco mentre tutti gli altri si ritirano e mettono i soldi in cazzate o sotto il materasso.

Voglio mettere a tua disposizione una consulenza attraverso il percorso che ho messo in pratica, frutto della mia esperienza imprenditoriale dal 1984.

Il percorso Imprenditore Evoluto il primo (e unico!) mentoring imprenditoriale nel quale si parla di atteggiamento imprenditoriale (base fondamentale per poter crescere), dell’analisi dei numeri della tua azienda (per capire come ti stai muovendo, cosa puoi fare per migliorare le tue finanze e quindi iniziare ad attivare strategie di marketing), di strategie di marketing (posizionamento, valori differenzianti, scala dei valori, ecc.)

Il percorso è composto da tre moduli:

START (partenza): non si può intraprendere un cammino se non si inizia da una partenza efficace.

Il primo passo di ogni percorso è fondamentale per consentire di muovere i passi successivi sapendo di aver “costruito” delle solide fondamenta.

Start è quindi la fase preventiva per essere dei buoni imprenditori ed avere le competenze “mentali” imprenditoriali.

RUN (corri): una buona partenza consente di garantirsi il giusto ritmo, il giusto passo da seguire. Per arrivare in fondo, per ottenere l’obiettivo, è necessario allenamento e dedizione al fine di ottenere una prestazione ottimale.

Correre è quindi indispensabile per mantenere il ritmo, essere proattivi e giungere all’obiettivo in maniera consapevole.

Run si prefigge l’obiettivo della consulenza e della corretta gestione aziendale.

GROW (crescita): una volta partiti con il piede giusto ed aver impresso il “ritmo” all’attività è indispensabile determinare la crescita costante che garantisce solidità finanziaria ed operativa.

Grow quindi si prefigge di integrare le capacità imprenditoriali (Start) alla giusta gestione aziendale (Run) con le competenze del marketing strategico.

Nello specifico parliamo del modulo GROW nel quale il mio obiettivo è quello di offristi e mettere tua disposizione tutte le mie competenze per consentirti di:

  • identificare il tuo prodotto/servizio, valutare la concorrenza, i valori differenzianti.
  • individuare il giusto posizionamento sul mercato, la promessa, la comunicazione giusta con il tuo potenziale cliente.
  • determinare una strategia che ti porta ad essere presente, autorevole e genera consapevolezza nel mercato.

Come fare? Semplicissimo, partiamo da una analisi preliminare gratuita ti consentirà di analizzare soprattutto i punti di forza sui quali intervenire che faranno automaticamente sparire i tuoi punti deboli (e quelli della tua attività).

Datti la possibilità di tentare.

Non stai rischiando nulla, ma potrebbe essere la scelta più importante della tua carriera imprenditoriale.

Auspico che tua sia curioso almeno di sapere di cosa si tratta, anche io sono curioso di conoscerti ed poterti aiutare.

Contattami e ne parleremo.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio sito e quello della mia azienda.
Continua a seguirmi!

Non persuadere…dona!

La parola “persuasione” viene usata spesso nel marketing ed è molto amata nei titoli di libri e post, in cui si strizza l’occhio al lettore persuadendolo, appunto, che vi sia nel contenuto qualche formula segreta capace di cambiare il corso della sua vita o della sua comunicazione. 

Le tecniche persuasive esistono. Sono state ampiamente raccontate dal loro più grande studioso Robert Cialdini, tuttavia il loro utilizzo non sempre si adatta a uno stile etico finalizzato alla gratificazione dei clienti, oltre che dei venditori.

Prendendo spunto proprio da Robert Cialdini ritengo che una delle leve della persuasione che faccio più mia è la leva della reciprocità, un modello di persuasione che nasce dal donare qualcosa aspettandosi di ottenere in cambio altrettanto valore.

È una “tattica” di marketing dall’esito certo: funziona sia online che offline, anche se non sempre e non con tutti. Nella mia esperienza, ho sempre ricevuto più di quello che ho dato, ma attenzione! il dare deve essere vero e sincero senza aspettarsi in cambio necessariamente qualcosa.

Usare quindi la tecnica della reciprocità deve essere un sistema che deve essere sgombrato dall’idea di misurare il ritorno dell’investimento, perché donare ripaga sempre. Misurarne solo gli effetti, è tempo perso che puoi investire per continuare a donare.

Se hai deciso davvero di mettere in campo la tua reciprocità per prima cosa rendi consapevoli le persone, il target di persone che vuoi coinvolgere, non tutti, che sei autorevole, che quello che dici può essere dimostrato.

Fai percepire il valore vero della tua comunicazione, le persone sono concentrate su di loro, hanno altre priorità e il massimo che ti possono concedere è un basso impegno intellettuale per qualche frazione di secondo. Se non fai percepire il valore, non tanto del prodotto/servizio che vuoi proporre, bensì di te stesso, ti guadagnerai un’occhiata e nulla di più.

Se riuscirai a far percepire il cambiamento che sei in grado di offrire, alle persone che vuoi cambiare, avrai generato una nuova tribù che seguiranno non tanto il tuo prodotto/servizio bensì te!

In questo momento, nel momento che hai ottenuto i fan, solo in questo momento, si innescherà la reciprocità, il dono che hai fatto del tuo valore verrà ricompensato da interesse e quindi sarà generato il primo ROI (return of investimet) che non sarà necessariamente in denaro ma in “ascolto“, in “interesse” ed in “consapevolezza” che si tradurrà sicuramente anche in “economia“.

Il mio lavoro consiste nell’ispirare imprenditori e professionisti a fare le cose diversamente e mi piace trovare nuovi modi per raggiungere i miei obiettivi e quelli di chi si relaziona con me.

Il mio più grande desiderio professionale è fare in modo che i miei clienti si appassionino al loro lavoro, per il lavoro stesso e per le soddisfazioni che questo può dare.

Entra in contatto con me e con i collaboratori della mia struttura per elevarti ed appassionarti nuovamente a quello che fai.