Questo è il marketing, il resto è fuffa!

E’ ora di smetterla di usare i consumatori per risolvere il problema della propria azienda e di cominciare ad usare il marketing per risolvere i problemi della gente.

E’ ora di smetterla di raccontare delle frottole, inondare di spam le caselle di posta dei clienti e sentirsi in colpa per il proprio lavoro.

E’ ora di smetterla di confondere le metriche dei social media con le autentiche relazioni.

E’ ora di smetterla di spendere soldi per rubare un minuto di attenzione al cliente.

Fare marketing vuol dire migliorare il mondo. Il vero marketing affonda le sue radici nella generosità, nell’empatia e nella partecipazione emotiva.

Fare del buon marketing significa identificare la più piccola nicchia di mercato capace di sostenere il proprio business. Costruire fiducia e consenso.

Fare marketing è un processo di miglioramento ed il primo passo per migliorare è fare cose migliori.

Un conto è fare pubblicità, altro conto è fare marketing.

Ho voluto scrivere qualche frase tratta dal libro di Seth Godin: Questo è il marketing perchè è giusto fare chiarezza su questa parola e sull’uso di questa strategia all’interno di un’impresa.

Nel video puoi vedere la recensione di questo interessante libro che ti consiglio di leggere.

Lascia un commento o contattami per approfondire.

Novità, forse, ne sei sicuro?

Pensi che quello che hai inventato, pensato o iniziato a realizzare sia una assoluta novità? Probabilmente no.

Nulla o quasi nulla di quello che compriamo oggi è nuovo. Facendo una analisi a posteriori, molto probabilmente ogni prodotto esistente non è altro che l’evoluzione di qualcosa che esisteva e che per necessità, gusti, mercato, ha dato una soluzione nuova ad un problema vecchio.

Facciamo un esempio.

Prendiamo la macchina da scrivere, le persone prima di quel giorno avevano comunque necessità di “mettere nero su bianco” i propri pensieri, semplicemente usavano carta e piume e, prima di quello, tavolette con incisioni, papiro e via dicendo. Poi nasce l’innovazione, cioè poter continuare a mettere “nero su bianco” ma attraverso un sistema che fosse più rapido, facile da utilizzare, che non dipendesse dalla calligrafia e quindi più semplice da interpretare…non solo una novità quindi, bensì una innovazione!

Questo vale per ogni singolo prodotto, ora c’è Tesla, una volta c’erano le macchine a gasolio, prima di quelle i treni, i carri, i piedi. La gente si è sempre spostata da un posto all’altro. Nel cammino di un prodotto ci sono tante novità, ma poche innovazioni. Una innovazione non è il semplice miglioramento di qualcosa, è lo stravolgimento di un modo di fare utilizzando i principi della cosa ma modificandone l’uso, l’applicazione, ecc.
Un esempio per tutti, lo smartphone. Chi l’avrebbe detto che avremmo utilizzato un telefono senza tasti! Chi l’avrebbe detto che sarebbe diventato il sostituto del nostro adorato PC! Eppure questa è una grande innovazione, non solo una novità.

Il frigorifero? Un prodotto che permette di conservare i cibi, mentre prima c’erano gli alimenti messi sotto sale, l’aceto e altri sistemi primitivi di conservazione.

Quindi anche negli anni del boom economico nulla nasceva dal nulla, le esigenze degli esseri umani sono sempre le stesse, i loro desideri anche, esistono solo e soltanto nuovi modi per soddisfarli.

Solo che in altri periodi in pochi potevano fare impresa e chiunque avesse trovato una novità, figuriamoci una innovazione, poteva fare soldi a palate.

Ma oggi esiste già tutto, ogni desiderio che ti viene in mente può già essere soddisfatto, come puoi differenziarti e fare impresa per davvero?

Fino a qualche anno fa, un imprenditore pensava ad un prodotto, successivamente si preoccupava della parte amministrativa, verificando i costi, gli strumenti produttivi e, solo dopo aver creato il tutto, forse pensava al marketing, ma inteso come vendita.

In altri tempi il marketing era concepito come “comunicazione”, ossia “abbiamo creato questo prodotto, comunichiamo che esiste”.

Il marketing insomma era uno strumento utilizzato alla fine del processo.

Successivamente si è passati a un momento storico in cui l’amministrazione era al comando e richiedeva cose del tipo “c’è bisogno di finanza, per incrementarla lanciamo un nuovo prodotto” e sempre in ultima posizione veniva “comunichiamo questo nuovo prodotto al mercato”.

Insomma il marketing, nel mercato della novità, non è quasi mai stato al primo posto. Le cose sono cambiate, la gente è più facilmente raggiungibile, da te, ma anche dagli altri, le menti creative o pseudo-tali sono tantissime e questo crea confusione ma anche necessità di messaggio, insomma, oggi fare solo una novità non basta più.

E’ necessario fare innovazione, nel decidere il prodotto, la comunicazione, le scelte finanziarie e, quindi il marketing. Che al contrario di qualche anno fa, oggi è fra i primi posti, perchè marketing non è più solo comunicazione, bensì strategia.

Cosa deve fare ad oggi quindi una piccola media impresa per garantirsi il successo?

NON deve sprecare tempo a cercare like o follower
NON deve rivolgersi all’amico di turno o al cugino smanettone per fare il “sitino, tanto a che mi serve!”
NON deve improvvisarsi grafico, comunicatore, creatore di loghi, naming ecc.
NON deve fare tutto da solo!!!

Per evitare tutto questo, soprattutto per evitare di spendere un grande quantitativo di soldi e di tempo, c’è la necessità di rivolgersi a chi, non solo per esperienza, ma per risultati, è in grado di “combattere con te, al tuo fianco”.

Il mio obiettivo è quello di lavorare con quegli imprenditori che ogni giorno mettono ogni briciola delle loro energie in azienda e non vedono risultati.

Vorrei poter aiutare chi vuole uscire dalla presunta crisi in cui versa il nostro paese e far crescere la sua impresa.

Se è anche il tuo obiettivo, un contatto potrebbe generare grandi cose.

Economia dell’abbondanza, non dell’abbastanza.

Nel vecchio continente, si dice spesso che le piccole e medie imprese (PMI), sono fondamentali per tutto il sistema ed è vero.

Negli Stati Uniti, invece, la condizione di PMI viene considerata instabileun passaggio dal piccolo al grande o dal piccolo all’assorbimento da parte di altre aziende o verso il nulla! 

Quindi, o un’impresa supera lo stato di PMI e diventa grande oppure muore.” 

Hai mai sentito (o utilizzato) il termine “americanata” per indicare qualcosa di eccessivo, esagerato, oltre ogni limite?

È un’americanata


Io credo di averlo utilizzato diverse volte. E questo termine rappresenta perfettamente il modo di pensare degli americani.

Esagerati, megalomani, fuori da ogni limite.

Gli italiani invece sono più umili, si accontentano di raggiungere un “piccolo” successo e non hanno la mentalità esagerata degli americani.

Oggi vorrei portare la tua attenzione su un punto chiave: questo modo di pensare ha delle conseguenze.

Gli americani quando aprono un’attività lo fanno con un obiettivo ben preciso, vogliono spaccare tutto, guadagnare miliardi, creare business planetari, o vendere il loro prodotto/servizio a suon di milioni.

L’italiano no. Nella maggior parte dei casi apre un’attività per portarsi a casa uno stipendio, e spesso per non avere un “capo” che gli dia ordini.

Punti di vista completamente diversi.

L’italiano con prodotti eccezionali resta piccolino.
Il suo obiettivo è quello.

L’americano con un prodotto mediocre spacca il mondo.
Il suo obiettivo è quello.

Ed è solo una questione di mentalità, non di intelligenza, competenze o qualità di prodotto.

Pensa alla pizza. Dove puoi mangiare una pizza migliore di quella che trovi in Italia? Eppure gli americani su un prodotto come questo hanno creato delle catene che fatturano circa 12 miliardi l’anno!

Non mi risulta che in Italia, il paese della pizza, i siano catene che possono competere!

La loro pizza è più buona? Sono più gentili? Trattano meglio i clienti?

Tutto ciò è irrilevante.

L’italiano con la pizza più buona del mondo si porta a casa lo stipendio.

L’americano con la pizza mediocre guadagna miliardi.

Perché?

Perché entrambi hanno raggiunto il proprio obiettivo!

Gli americani pensano in grande e ottengono grandi risultati!

Tutto qui.

Quanti amici conosci che hanno sia un’attività che l’intenzione di spaccare il mondo? Di creare un’azienda miliardaria?

Rifletti su questo. Chiediti quali sono le tue ambizioni, cosa vuoi fare e dove vuoi arrivare, e dove vorresti arrivare se ogni tua azione fosse un successo.

Non tutti vogliono creare un’azienda miliardaria, ma tu non devi per forza essere fra questi, non darti limiti.

Ci hanno insegnato ad accontentarcidi non meritarci più di quel che abbiamo, di non rischiare, di non fare il passo più lungo della gamba, “chi troppo vuole nulla stringe“.

La verità è che sul mercato ci sono infinite possibilità per riuscire a realizzare qualunque cosa.

Viviamo nell’era dell’abbondanza. Crea qualcosa che sfrutti l’abbondanza, non l’abbastanza.

Troppo spesso ci si concentra sulle cose negative, sulla crisi, sui problemi, sulle tasse; tutte cose giuste, ma finché restiamo focalizzati su cose fuori dal nostro controllo non realizzeremo nulla.

Inizia a pensare in grande, pensa all’americana, cerca di spaccare il mondo.

Solo così riuscirai, una volta che avrai le risorse, ad avere un impatto sul mondo!

E nel mondo di oggi, praticamente nulla è impossibile.

Il messaggio differente.

Una giusta preparazione per creare un messaggio per i tuoi clienti.
Per ottimizzare la tua comunicazione devi rivolgerti in maniera differenziante a tuoi clienti. Ecco i tre passaggi che ti aiuteranno a farlo.

Inizia con la diagnosi del problema.

Stai attento e ascolta i tuoi clienti: ti daranno un’idea del loro problema – cioè, della ragione per cui hanno disperatamente bisogno del tuo prodotto.
Ipotizziamo che la tua impresa produca creme.
Quale potrebbe essere il problema dei tuoi clienti? Beh, probabilmente vorranno sembrare più belle, una pelle più liscia, meno rughe, ecc. Una volta individuato il problema, devi differenziare la tua proposta.

Per farlo parti da questa domanda:
che cosa rende speciale la mia impresa e il mio prodotto e in che modo posso risolvere il problema dei miei clienti?
Cerca di trovare una risposta che sia la più concreta possibile.
Tornando alla tua società di cosmetica, gli elementi di differenziazione potrebbero essere i seguenti: utilizziamo solo prodotti biologici, non utilizziamo siliconi, i principi attivi sono testati direttamente, ecc.
Un volta che avrai differenziato la tua proposta, devi dimostrare i vantaggi del tuo prodotto.

Il tuo obiettivo è quello di dimostrare in modo definitivo come il tuo prodotto risolve il problema dei tuoi clienti, aggiungendo qualcosa di significativo alla loro vita.

Non essere vago!

Devi fornire prove concrete: storie di clienti, testimonianze, brevi dimostrazioni, dati o anche semplicemente la tua visione personale, in maniera tale da rendere il tuo prodotto più reale e palpabile.

Ad esempio, racconta ai tuoi clienti di quella volta in cui X  è stata in grado di risolvere un problema di pelle, di allergie o altro grazie al tuo prodotto!

Da nessuna parte le persone parlano male della propria azienda e attività, ci mancherebbe altro!

Tu in cosa riesci a differenziarti, in cosa sei diverso dagli altri o meglio qual’è la tua peculiarità che gli altri non mettono in mostra in maniera significativa mentre tu ne puoi fare un cavallo di battaglia! Solo tu puoi sapere questo, ma devi essere preparato, studiare la concorrenza e soprattutto il mercato. Il mercato è il solo e unico giudice di quello che proponi.

Al mercato, cioè al tuo pubblico, devi proporre qualcosa che miri ad un cambiamento!

Non potrai assolutamente accontentare tutti, quindi cerca nel tuo pubblico SOLO le persone che potrai accontentare e portare al cambiamento. In questo modo, immedesimandoti nel tuo cliente ideale, nei suoi comportamenti, nei suoi desideri, potrai trovare la giusta differenziazione.

Il mio lavoro consiste nell’ispirare le persone a fare cose nuove e mi piace confrontarmi con loro per raggiungere i miei obiettivi e quelli di chi si relaziona con me.

Se anche tu vuoi comunicare in maniera diversa, trovare il focus che ti differenzia dalla massa, non hai che contattarmi e fissare un incontro di mentoring. Già questa fase sarà una vera differenza.