L’autenticità vince?

Sempre più spesso mi ritrovo a sentire discorsi della gente che mi circonda che dice di amare le persone autentiche.

La verità è che questo non è quasi mai vero. Il mondo della connessione perenne ci fa vedere continuamente immagini di persone che vogliono “sembrare” autentiche ma che sono tutto l’opposto.

Non dimenticare mai che quello che vedi sui social, in Rete e via dicendo, non è altro che la punta di un iceberg dove la vera autenticità è nascosta sotto la superficie dell’acqua.

Essere autentici è un comportamento che deve trovare la giusta sintonia tra l’essere e l’apparire, una cosa davvero difficile perchè prevede una grande conoscenza di se e soprattutto rendere le persone che ci stanno intorno consapevoli di questo.

Cosa assolutamente diversa è quella di essere percepiti come autentici, la punta dell’iceberg appunto. Questa percezione che si vuole dare è figlia di una comunicazione che segue una direzione ben precisa nella convinzione che gli altri comprendano esattamente quello che vogliamo percepiscano.

Alla base di tutto c’è un BIAS cognitivo, la predisposizione delle persone a ritenere autentico quel poco che conoscono. Le persone vedono la coerenza e la percepiscono come se fosse autenticità.

Le persone tendono di più a credere a Chiara Ferragni che dice di fare beneficienza attraverso un dolce. Il dolce non attira da solo, un influencer invece si, perchè la sua vita, la sua comunicazione è basata su attrazione, gradimento e affidabilità.

Nel momento però che si è scoperto l’inganno che cosa ha fatto? Si è scusata, indossando abiti normali, con una luce normale, ha cercato di apparire affranta, vera, pentita, insomma autentica!

E’ sicuramente meglio amare le persone etiche, quelle i cui pregi e i cui difetti sono direttamente collegate alle scelte imprenditoriali, alla comunicazione e alla relazione che instaurano con gli altri, piuttosto che quelle (ritenute) autentiche.

Cerchiamo di amare chi fa quello che dice e dice quello che fa.

Togliamo le fette di prosciutto dagli occhi ed iniziamo davvero a mostrarci autentici agli occhi degli altri, soprattutto se siamo dei #professionisti o #imprenditori.

Dobbiamo essere autentici con i nostri clienti, è questo non devo dirtelo io, non solo, dobbiamo essere autentici con i nostri collaboratori, creare dialogo, clima, rapporti e relazioni. Non finisce qui, dobbiamo essere autentici con i nostri fornitori e, soprattutto con noi stessi, solo così riusciremo a creare un vero ecosistema.

Il passo successivo è quello di formarti, di avere al tuo fianco qualcuno che si occupi di strategia, che abbia esperienza imprenditoriale, non solo nozioni, che le aziende le abbia costituite in prima persona e portate avanti con successo, che sia un imprenditore votato al trasferimento di esperienze. Un mentore.

Ma chi è un mentore: Mentore è una persona in grado di offrire consigli di vita e professionali dettati dall’esperienza, un trasferimento di esperienze.

Il mentore è qualcuno che ci sostiene e con cui instauriamo un rapporto speciale, destinato a durare nel tempo.

Qualcuno che sappia innanzi tutto ascoltarci, per aiutarci a capire meglio noi stessi.

Una guida per accendere scintille di vita personali e professionali, qualcuno che sappia mettere in campo le sue conoscenze, competenze, esperienze e contatti in linea con le nostre vocazioni.

Questo sono io, mi occupo di mentoring imprenditoriale dal 2015 e dal 1984 sono un imprenditore.

Il miglior modo di crescere, per te stesso e per la tua azienda, è quello di farci una chiacchierata, scoprire tutti i tuoi potenziali di miglioramento e diventare eccellente.

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Mission e Vision…niente paura!

Quando si decide di costituire un’azienda è sempre indispensabile determinare la mission e la vision aziendale.

Molto, troppo spesso, gli imprenditori pensano di avere ben chiari questi due pilastri della strategia aziendale ma solamente all’interno della loro testa, errore gravissimo.

Ancora più spesso invece, altri, non si pongono proprio il problema, ritengono che la loro idea di business, il loro modello, il loro prodotto o servizio sarà di forte impatto e successo che non serve altro, quindi costituiscono l’azienda, aprono la partita Iva e…si parte!

Nulla di più errato, non avere una chiara strategia, non avere ben chiari mission e vision generano una falsa partenza e costringono successivamente a correre ai ripari.

Per non parlare di quelle imprese che decidono in maniera tardiva di creare queste due cose. E’ vero che meglio tardi che mai ma quello che mi chiedo è…fino ad ora come hanno fatto?

Cosa sono MISSION e VISION…te lo spiego in un breve video nel quale ti invito a trascorrere con me una giornata di mentoring imprenditoriale ed al termine avrai una più chiara situazione.

Se hai qualsiasi informazione da chiedermi non esitare a lasciare un commento o scrivimi all’indirizzo: af.perte@antoniofinocchi.it

Ti raccomando di leggere attentamente anche i commenti al video!

Buona visione, ecco il link al video.

Imprenditoria fa rima con…cultura.

Non sono il coraggio, anche se è utile, o le buone idee a fare la differenza in ambito imprenditoriale. C’è un fattore determinante, capace da solo di farti prevedere gli ostacoli, avere una visione più ampia e consigliarti nel migliore dei modi. Si chiama “cultura”.

Rimanendo nel mio settore (marketing strategico e consulenza imprenditoriale), con la cultura puoi comprendere i bisogni delle persone, costruire le soluzioni adatte a loro e iniziare a farti conoscere da chi ha bisogno della tua soluzione. Si tratta di comprendere che la fiducia degli altri passa attraverso la conoscenza, il desiderio e l’opportunità. La loro opportunità. 

Tu puoi anticipare tutti questi ostacoli con la cultura. Sarà questa a fornirti gli strumenti per comprendere quali siano i punti di forza delle tecnologie in relazione alle aspettative di chi le utilizza. 

Il marketing è semplice: ci sono le persone e i luoghi in cui si ritrovano. A te il compito di conoscere bene il luogo, le sue regole e come metterti in evidenza al meglio. Ma soprattutto dovrai conoscere le persone, cosa le gratifica, cosa cercano e di cosa hanno timore. Questi due elementi si gestiscono meglio se hai sviluppato una conoscenza approfondita. Si chiama cultura.  
Il marketing è semplicemente cultura .

Come puoi accrescere la tua cultura? Innanzi tutto facendo, mettendoti in gioco.

Si vabbè, lo sanno tutti che un imprenditore o professionista si mette in gioco ogni giorno, ma il senso che voglio dare a questa espressione è quello che TU ti devi mettere in gioco con TE STESSO!

Cosa vuol dire, che ognuno di noi ha necessità di progredire e progredire non vuol dire semplicemente conoscere tutto della tua azienda, del tuo mercato, dei tuoi clienti (che già comunque sarebbe una cosa molto importante ma che solo il 64% degli imprenditori e professionisti conoscono davvero) progredire vuol dire rafforzare te stesso e la tua cultura.

Probabilmente leggi, segui dei corsi di formazione, ti confronti ma stai incrementando, in questo modo, la tua cultura in modo ovvio.

Ti invito invece a creare cultura andando a scovare, per esempio, testi un pò più datati ma sempre a comunque attuali, che ti daranno una cultura enorme, differente in quanto gli altri fanno esattamente quello che hai fatto tu fino ad ora, informandosi, e nemmeno sempre, su tutto quanto ruota intorno alla propria attività.

Leggi di retorica, leggi Confucio, leggi Erasmo da Rotterdam oppure qualcosa su Adriano Olivetti, Catone, Epicuro. Si, forse ti ho spaventato, forse riterrai che quello che ti sto consigliando potrebbe sembrare desueto, eppure la cultura è questa.

Il futuro è un passato che deve essere rivalutato.

Sono a disposizione, con il mio staff, per offrirti la possibilità di avere un elenco di libri che possono darti l’opportunità di avere una cultura differente e quindi migliore.

Nel marketing è indispensabile trovare il motivo differenziante rispetto alla concorrenza, il perchè dovrei acquistare da te in un mercato dove è possibile trovare tutto. Se non vuoi ritrovarti a combattere la guerra dei prezzi devi generare un motivo, per i tuoi potenziali clienti, perchè dovrebbero stare a sentire te.

Oltre alla lettura, un altro importante strumento di elevazione è il mentoring, cosa significa, trasferimento professionale di esperienze. Oggi esistono troppi formatori (che ti devono “formare” cioè dare forma, oppure “coach” che in effetti ti sono di poco aiuto in quanto il coaching prevede che sia tu, da solo, a trovare la soluzione) che divulgano corsi continuamente su argomenti che tu, in quanto imprenditore e professionista, dovresti conoscere.

Inizia un percorso di mentoring imprenditoriale nel quale puoi acquisire la cultura di chi, prima di te, ha avuto le esperienze, ha gioito delle vittorie e pianto sulle sconfitte, ed è in grado di trasferirtele in maniera professionale. Segui chi ha fatto o che ti può dimostrare di affiancarti, di combattere al tuo fianco.

Inviami una mail a questo indirizzo per farmi tutte le domande che ritieni sulla tua attività, la tua formazione, le tue relazioni.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio
sito e quello della mia azienda.
Continua a seguirmi!

Ce l’hai tu, ce l’hanno loro, usalo!

Recentemente è stato stimato che ci sono circa cinque miliardi di smartphone su questo pianeta.

È ora di smettere di guardare i grafici e prendere atto che siamo tutti inevitabilmente connessi, ma questa non è di certo una novità.

La cosa importante è quella di capire come utilizzare questo mezzo tecnologico per arrivare alle 1.000 persone utili al tuo lavoro. Si perchè, come in più di un’occasioni ho avuto modo di dirti, NON devi arrivare a tutti, devi comunicare in maniera differente.

Rinfrescati la memoria rileggendo questo post.

Si tratta di comprendere chi sono, quanto hanno bisogno di quello che proponi, cosa amano in una persona e che cosa invece odiano. Si tratta di comprendere il momento giusto in cui hanno tempo per prestarti attenzione, si tratta di essere eleganti nel proporsi, dopo aver compreso quali sono i modi che apprezzano e aver riflettuto su cosa hai da offrire in più o di diverso rispetto ai concorrenti. Cosa sei disposto a cedere in cambio della loro vera attenzione? 

Hai uno smartphone tu e ce l’hanno anche loro. La distanza tra te e loro si chiama “marketing”. La reale connessione tra te e loro si chiama “opportunità”.

Pensa quindi al tuo pubblico come penseresti a te, immedesimati nei tuoi comportamenti ed in quelli delle persone che vuoi raggiungere, non omologarti alla massa ma pensa a come vuoi cambiare il loro modo di vivere.

Per fare questo occorre l’idea, il modo nella quale vuoi realizzarla ed una “strategia“, la cosa che ti traghetterà verso la consapevolezza.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
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Digitale si, ma la vecchia carta e penna?

Se mi conosci o hai esplorato in qualche modo il mio blog, sai che sono una persona che utilizza in modo importante la tecnologia.

Gli strumenti digitali mi accompagnano sul lavoro e nella vita quotidiana e li ritengo molto utili, a patto di utilizzarli in modo proficuo senza che questi siano dei “fagocitatori” del tempo. A questo proposito vai a leggere questo post.

Oggi però voglio soffermarmi su un aspetto che a volte sottovaluto oppure dò per scontato: non sempre è opportuno utilizzare solo strumenti digitali. Carta e penna non vanno abbandonati, ma integrati in modo intelligente. Vediamo perché.

Il così detto mondo “paperless”, cioè “senza carta” fino a qualche anno fa era utopico, oggi però è possibile coniugare i buoni vecchi metodi con la digitalizzazione.

Se vogliamo raggiungere un livello di produttività decisamente elevato, dobbiamo considerare di adottare un sistema che integri strumenti digitali e analogici.

Pensiamo per un attimo a quello che è successo con gli strumenti digitali.

Una evoluzione negli strumenti di scrittura è ad esempio l’Apple Pencil

Moleskine ha integrato i suoi quaderni con il digitale

Ci sono servizi che copiano in cloud interi quaderni

Penne che scrivono normalmente ed allo stesso tempo registrano in digitale

La carta ha però molti vantaggi:

  • Non ci sono “funzioni”, menu, combinazioni di tasti, da memorizzare
  • La formattazione la decidiamo mentre scriviamo
  • L’accesso è velocissimo: qualsiasi app, software o dispositivo hardware sarà sempre più lento di un bloc-notes.
  • Gli scritti su carta sono sempre leggibili. Certo, oggi con il digitale possiamo ampliare al massimo la nostra “memoria”, ma pensiamo ad esempio se dovessimo leggere oggi un nostro scritto fatto alcuni anni fa con una applicazione desueta o memorizzato su un floppy disk (a patto di sapere cos’è). Non sarebbe possibile…
  • Non ci sono distrazioni. Scrivere su un dispositivo elettronico ci espone ad un numero di notifiche elevato, che spesso non possiamo neppure disabilitare.
  • Scrivendo sul nostro bloc-notes lavoriamo in mono-tasking: questo ci permette di essere più concentrati, meno stressati e quindi più produttivi.
  • E’ più salutare. Gli schermi, anche se in minima parte, affaticano di più la nostra vista.

I vantaggi del digitale li conosciamo molto bene.

Per questo motivo, al fine di trarre il massimo vantaggio, riuscire ad organizzarsi con un metodo che integri sistemi on-line (tool digitali) e off-line (bloc-notes ed altri) è una sfida interessante e divertente che – se vinta – porta innumerevoli benefici.

Esiste un metodo che prendo in prestito, chiamato The Medium Method, che può essere un buon punto di partenza da studiare. Ecco come funziona.

Cosa serve:

  • un bloc-notes (io utilizzo un quaderno formato A5 tipo Moleskine)
  • post-it
  • app per gestire le “cose da fare”
  • app per le note

Non entro nel dettaglio del metodo, mi soffermo sul funzionamento base.

  • il bloc-notes è il fulcro di tutto, dove vengono presi gli appunti e le note giornaliere. Fondamentale è, su ogni pagina, indicare in alto la data alla quale fanno riferimento i contenuti
  • i post-it hanno la funzione di indicare le cose da fare
  • l’applicazione per gestire le cose da fare registra tutti i task
  • Il programma per le note (io uso Evernote) memorizza tutte le informazioni che riteniamo più importanti, prese dal bloc-notes principale

Il sistema prevede che ogni sera vengano copiati gli appunti più importanti dal taccuino su Evernote, completate le cose da fare ed aggiunte quelle nuove.

Devo dire però che personalmente questo flusso non piace particolarmente. Credo si possa migliorare in qualche modo….

Quindi cosa devo fare?

In definitiva, è fondamentale non lasciare carta e penna ma integrare questi strumenti con tool digitali.

Scegli gli strumenti digitali

Restano sempre indispensabili uno strumento per memorizzare le note ed uno per le cose da fare.

Scegli gli strumenti analogici

Il block notes è indispensabile, ecco perchè deve essere pratico, sempre a portata di mano, facile da utilizzare e comodo.

Prova un wokflow, testalo, cambialo e riprovalo

Il flusso di lavoro che usi, farà la differenza. Sono necessarie varie prove, perché è impossibile trovare la giusta soluzione subito.

Ti suggerisco il mio, prendo solitamente gli appunti, le note, le idee sul block notes, segno le cose da fare sui post-it ma poi scansiono le note e le trasferisco sull’applicazione (solo quelle più importanti) in modo da poterle ricercare più facilmente. Quindi aggiorno la lista delle cose da fare sull’applicazione.

Ti potrà sembrare un inutile perdita di tempo e duplicazione di operazioni, non è così, perchè il fatto di attivare una metodica e di “rivedere” il tuo lavoro ti focalizza sulle cose più importanti, senza trascurare che la mente visivamente riordina le cose e soprattutto quello che ritenevi importante alle 9.00 di mattina, potrebbe non esserlo alle 9.00 di sera e viceversa.

Applica un metodo, quello che ritieni migliore per te, fallo diventare un’abitudine, questo ti farà risparmmiare tempo e sarai più proattivo.

Buona elevazione.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio sito e quello della mia azienda.
Continua a seguirmi!

Qualunque cosa fai, mettici passione!

Ciao, permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio sito e quello della mia azienda.
Buona lettura!

Se amate, amate con passione; se state lavorando su qualcosa che vi interessa, se dipingete, se ballate, se scrivete, fatelo con passione; se praticate uno sport impiegateci tutta la passione che avete. Non dimenticate mai che la passione è l’energia della vita, qualunque cosa facciate in modo appassionato vi farà sentire completi e felici. Durante la nostra vita tendiamo a realizzare molte cose solo perché abbiamo preso un impegno o per paura delle opinioni altrui; queste attività, però, non ci motivano o semplicemente non ci piacciono. Cosa succede, però, quando facciamo qualcosa che ci appassiona davvero? Dedicarci a qualcosa che amiamo, che ci entusiasma, che ci emoziona, ci farà sorridere e ci riempirà di energia. Perché allora non andiamo alla ricerca di ciò che ci appassiona davvero?

“Niente di grande è stato fatto al mondo senza passione”
-Friedrich Hegel-

Cercate un lavoro che vi appassioni

Una delle domande fondamentali relative al lavoro è: questo è il lavoro che ho sempre desiderato? Se la domenica pomeriggio siete in ansia perché il lunedì dovete tornare a lavorare, probabilmente non siete nel posto che fa per voi. Il lavoro occupa una grande quantità del nostro tempo, per questo è importante sentirsi a proprio agio con ciò che si fa, sapere che il proprio contributo è fondamentale per la nostra azienda e per noi stessi. È molto comune ascoltare lamentele da parte di colleghi, amici o familiari, relative al proprio lavoro, e spesso noi stessi ce ne lamentiamo. Tuttavia, sono pochi coloro che hanno il coraggio di cambiare rotta.

Mantenere un lavoro anche quando si ha la possibilità di cambiarlo è solo un altro modo per essere infedeli nei confronti di se stessi, della propria felicità; bisognerebbe abbandonare quelle paure che nella maggior parte dei casi si rivelano infondate. Si tratta di vivere la vita al meglio e diventare la migliore versione di se stessi.

“Con la vita bisogna fare l’amore, senza drammi, con follia e passione.”
-Federico Moura-

Un fattore essenziale quando si vuole trovare il lavoro ideale è la capacità di gestire le proprie paure. I nostri sogni sono dalla parte opposta di dove siamo adesso – è arrivato il momento di superare la paura ed andare avanti. Pensate a ciò che vi impaurisce, esternatelo, accettatelo e visualizzate lo scenario peggiore che potrebbe accadere. In questo modo, otterrete una prospettiva molto più realistica.

Cercate persone piene di passione

Quando desideriamo cambiare qualcosa sul lavoro o in altri aspetti della nostra vita che non ci rendono felici, la prima cosa che possiamo fare è cercare di circondarci di persone appassionate, che ci trasmettano il loro entusiasmo, che ci appoggino nel nostro progetto di cambiamento.

È normale che le persone che abbiamo accanto non comprendano il nostro desiderio di cambiare qualcosa della nostra vita, soprattutto se si tratta di un lavoro che ci assicura uno stipendio a fine mese. Tuttavia, si tratta della nostra vita, e chi ci ama e ci stima davvero rispetterà il nostro cambiamento, anche se non lo capirà. Forse lo potrà addirittura approvare, quando lasciato alle proprie spalle lo scetticismo, comincerà a vedere i risultati.

Cercate quello che vi rende felici

Cos’è che vi entusiasma davvero, cos’è che vi fa vibrare? Ebbene, quello è il cammino che dovrete seguire. Tutti hanno qualcosa che fa battere il cuore più forte, che dipinge un sorriso sul loro volto. Quando ciò succede, vuol dire che ci stiamo dedicando a quello che ci appassiona. Esplorate tutto quello che vi piace, partecipate a corsi, parlate con persone che se ne occupano, leggete, studiate, informatevi a poco a poco e vedrete come il vostro sogno si delineerà di fronte a voi.

Imparate a trasmettere la passione

Quando facciamo ciò che ci appassiona, senza rendercene conto, trasmettiamo la nostra passione ad altri: sprizziamo entusiasmo da tutti i pori della nostra pelle. Il nostro entusiasmo raggiungerà qualsiasi luogo in cui ci troviamo e qualsiasi gruppo di persone con cui intratterremo relazioni.

Prima o poi nella vita incontrerete un’altra persona desiderosa di realizzare un cambiamento nella sua vita senza averne il coraggio e questa sarà l’occasione perfetta per voi per trasmetterle il vostro entusiasmo, così da farle perdere la paura del futuro e in modo che prosegua il cammino verso i suoi sogni.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore

Novità, forse, ne sei sicuro?

Pensi che quello che hai inventato, pensato o iniziato a realizzare sia una assoluta novità? Probabilmente no.

Nulla o quasi nulla di quello che compriamo oggi è nuovo. Facendo una analisi a posteriori, molto probabilmente ogni prodotto esistente non è altro che l’evoluzione di qualcosa che esisteva e che per necessità, gusti, mercato, ha dato una soluzione nuova ad un problema vecchio.

Facciamo un esempio.

Prendiamo la macchina da scrivere, le persone prima di quel giorno avevano comunque necessità di “mettere nero su bianco” i propri pensieri, semplicemente usavano carta e piume e, prima di quello, tavolette con incisioni, papiro e via dicendo. Poi nasce l’innovazione, cioè poter continuare a mettere “nero su bianco” ma attraverso un sistema che fosse più rapido, facile da utilizzare, che non dipendesse dalla calligrafia e quindi più semplice da interpretare…non solo una novità quindi, bensì una innovazione!

Questo vale per ogni singolo prodotto, ora c’è Tesla, una volta c’erano le macchine a gasolio, prima di quelle i treni, i carri, i piedi. La gente si è sempre spostata da un posto all’altro. Nel cammino di un prodotto ci sono tante novità, ma poche innovazioni. Una innovazione non è il semplice miglioramento di qualcosa, è lo stravolgimento di un modo di fare utilizzando i principi della cosa ma modificandone l’uso, l’applicazione, ecc.
Un esempio per tutti, lo smartphone. Chi l’avrebbe detto che avremmo utilizzato un telefono senza tasti! Chi l’avrebbe detto che sarebbe diventato il sostituto del nostro adorato PC! Eppure questa è una grande innovazione, non solo una novità.

Il frigorifero? Un prodotto che permette di conservare i cibi, mentre prima c’erano gli alimenti messi sotto sale, l’aceto e altri sistemi primitivi di conservazione.

Quindi anche negli anni del boom economico nulla nasceva dal nulla, le esigenze degli esseri umani sono sempre le stesse, i loro desideri anche, esistono solo e soltanto nuovi modi per soddisfarli.

Solo che in altri periodi in pochi potevano fare impresa e chiunque avesse trovato una novità, figuriamoci una innovazione, poteva fare soldi a palate.

Ma oggi esiste già tutto, ogni desiderio che ti viene in mente può già essere soddisfatto, come puoi differenziarti e fare impresa per davvero?

Fino a qualche anno fa, un imprenditore pensava ad un prodotto, successivamente si preoccupava della parte amministrativa, verificando i costi, gli strumenti produttivi e, solo dopo aver creato il tutto, forse pensava al marketing, ma inteso come vendita.

In altri tempi il marketing era concepito come “comunicazione”, ossia “abbiamo creato questo prodotto, comunichiamo che esiste”.

Il marketing insomma era uno strumento utilizzato alla fine del processo.

Successivamente si è passati a un momento storico in cui l’amministrazione era al comando e richiedeva cose del tipo “c’è bisogno di finanza, per incrementarla lanciamo un nuovo prodotto” e sempre in ultima posizione veniva “comunichiamo questo nuovo prodotto al mercato”.

Insomma il marketing, nel mercato della novità, non è quasi mai stato al primo posto. Le cose sono cambiate, la gente è più facilmente raggiungibile, da te, ma anche dagli altri, le menti creative o pseudo-tali sono tantissime e questo crea confusione ma anche necessità di messaggio, insomma, oggi fare solo una novità non basta più.

E’ necessario fare innovazione, nel decidere il prodotto, la comunicazione, le scelte finanziarie e, quindi il marketing. Che al contrario di qualche anno fa, oggi è fra i primi posti, perchè marketing non è più solo comunicazione, bensì strategia.

Cosa deve fare ad oggi quindi una piccola media impresa per garantirsi il successo?

NON deve sprecare tempo a cercare like o follower
NON deve rivolgersi all’amico di turno o al cugino smanettone per fare il “sitino, tanto a che mi serve!”
NON deve improvvisarsi grafico, comunicatore, creatore di loghi, naming ecc.
NON deve fare tutto da solo!!!

Per evitare tutto questo, soprattutto per evitare di spendere un grande quantitativo di soldi e di tempo, c’è la necessità di rivolgersi a chi, non solo per esperienza, ma per risultati, è in grado di “combattere con te, al tuo fianco”.

Il mio obiettivo è quello di lavorare con quegli imprenditori che ogni giorno mettono ogni briciola delle loro energie in azienda e non vedono risultati.

Vorrei poter aiutare chi vuole uscire dalla presunta crisi in cui versa il nostro paese e far crescere la sua impresa.

Se è anche il tuo obiettivo, un contatto potrebbe generare grandi cose.

I fatti dicono più delle parole. Ecco una testimonianza.

Oggi ti voglio parlare di come la mia azienda “OPEN” che puoi visitare a questo link, riesce davvero a dare una mano agli imprenditori.

Ti racconto una storia.

Nel mese di Novembre 2018 ci richiede una consulenza Emidio, della ditta Solmas.

Emidio è un imprenditore con una idea imprenditoriale interessante, si occupa di ispezioni non distruttive e manutenzione predittiva.

Da subito mi piace la sua idea, mi piace come l’ha sviluppata e con quanta passione segue il suo lavoro.
Peccato che una buona idea e la passione non bastino per riempire il piatto di pranzo e cena.
Emidio si rivolge a noi perchè ha necessità di diffondere la propria impresa e di acquisire clienti.

Dopo la prima consulenza decide di intraprendere un percorso imprenditoriale, per la precisione IMPRENDITORE EVOLUTO, nel quale, attraverso delle riunioni di mentoring abbiamo analizzato la sua situazione attuale aziendale, i numeri dell’azienda ed abbiamo iniziato a mettere in piedi una strategia di marketing, on-line ed off-line.

Risultato: siamo ad Aprile 2019 ed Emidio non solo sta modificando il suo mindset (atteggiamento mentale) ma anche raggiunto degli obiettivi iniziali importanti. Ha infatti concluso un contratto con Enel Green Power, è entrato in contatto con Società Autostrade con la quale concluderà a breve un contratto ed è in contatto con una importante compagnia di navigazione italiana.

Una impresa straordinaria per lui, molto più normale per noi, che siamo riusciti a sviluppare il meglio che Emidio riesce a trasferire nella sua attività e canalizzarlo in una strategia vincente.

Ha attivato un posizionamento che gli consente di entrare in contatto con la tipologia di clienti che sono quelli del suo target e stiamo sviluppando interessanti collaborazioni che probabilmente fino a qualche mese prima era impensabili.

Emidio ci ha rilasciato questa testimonianza che ti invito a guardare.

Queste sono le nostre soddisfazioni, sono le soddisfazioni dei nostri clienti!

Come è stato possibile tutto questo? Attraverso il percorso imprenditoriale IMPRENDITORE EVOLUTO.

Cos’è IMPRENDITORE EVOLUTO?

La nostra importante esperienza nell’ambito della consulenza aziendale e marketing strategico ci ha condotti alla realizzazione di un obiettivo che sembrava impossibile.

Forti delle consulenze imprenditoriali avute i questi anni siamo riusciti a focalizzarci su un progetto che possiamo definire il primo (e unico!) sistema consulenziale che è l’evoluzione stessa della consulenza.

IMPRENDITORE EVOLUTO® è la base fondamentale del percorso di consulenza imprenditoriale e Time Voucher® ne è la sua essenza.

Il nostro obiettivo è di portare ogni imprenditore o professionista che si vuole relazionare con noi all’ECCELLENZA attraverso un percorso nel quale “paghi solo per il tempo” a tua disposizione.

Il progetto si basa su un percorso in tre tappe fondamentali:

MENTORING

Si fa tanto parlare di formazione e coaching, il nostro sistema è basato sul mentoring, una relazione professionale di trasferimento di esperienze.

In sostanza ogni sessione deve essere attiva e pratica, vogliamo abolire inutili e farraginosi fogli di appunti, troppo spesso dimenticati in un angolo della scrivania come ricettacolo di polvere. Il nostro innovativo sistema di sviluppo dell’eccellenza si basa sulla relazione professionale quale processo di trasferimento delle esperienze.

Ognuno di noi ha sempre l’opportunità di imparare se la relazione che si instaura non è a senso unico. Il trasferimento delle esperienze genera crescita automatica ed apprendimento costante in forma evolutiva.

TIME VOUCHER®

Il sistema TV® è l’innovativo metodo di fruizione del mentoring. L’unità di misura del mentoring che abbiamo ideato è il TV® un voucher sotto forma di “carnet del tempo”. In buona sostanza il mentoring viene erogato in base ai TV® che hanno il valore di un’ora ciascuno.

Il nostro cliente potrà utilizzare ogni TV® a suo piacimento (al di fuori del mentoring di percorso) per proprie attività che possono essere consulenza marketing, piuttosto che aziendale o di vendita ecc.

Ogni percorso di mentoring prevede un carnet di TV® prestabilito e l’eventuale aggiunta di ulteriori TV® a giudizio del cliente per potenziare successivamente o in contemporanea il trasferimento di esperienze e l’evoluzione delle competenze.

Il nostro obiettivo è fare in modo che il nostro cliente riesca a svincolarsi dal mentoring per “camminare con le proprie gambe” sapendo che al suo fianco ci sarà sempre un “guerriero” pronto a combattere con lui cedendo una delle cose più importanti della vita personale: il tempo.

Le tre fasi di mentoring sono le seguenti:

START (partenza): non si può intraprendere un cammino se non si inizia da una partenza efficace.

Il primo passo di ogni percorso è fondamentale per consentire di muovere i passi successivi sapendo di aver “costruito” delle solide fondamenta.

Start è quindi la fase preventiva per essere dei buoni imprenditori ed avere le competenze “mentali” imprenditoriali.

RUN (corri): una buona partenza consente di garantirsi il giusto ritmo, il giusto passo da seguire. Per arrivare in fondo, per ottenere l’obiettivo, è necessario allenamento e dedizione al fine di ottenere una prestazione ottimale.

Correre è quindi indispensabile per mantenere il ritmo, essere proattivi e giungere all’obiettivo in maniera consapevole.

Run si prefigge l’obiettivo della consulenza e della corretta gestione aziendale.

GROW (crescita): una volta partiti con il piede giusto ed aver impresso il “ritmo” all’attività è indispensabile determinare la crescita costante che garantisce solidità finanziaria ed operativa.

Grow quindi si prefigge di integrare le capacità imprenditoriali (Start) alla giusta gestione aziendale (Run) con le competenze del marketing strategico.

Vuoi saperne di più? Vuoi anche tu elevarti come ha fatto Emidio?

Chiedici una consulenza gratuita e…sorprenditi!!!

Economia dell’abbondanza, non dell’abbastanza.

Nel vecchio continente, si dice spesso che le piccole e medie imprese (PMI), sono fondamentali per tutto il sistema ed è vero.

Negli Stati Uniti, invece, la condizione di PMI viene considerata instabileun passaggio dal piccolo al grande o dal piccolo all’assorbimento da parte di altre aziende o verso il nulla! 

Quindi, o un’impresa supera lo stato di PMI e diventa grande oppure muore.” 

Hai mai sentito (o utilizzato) il termine “americanata” per indicare qualcosa di eccessivo, esagerato, oltre ogni limite?

È un’americanata


Io credo di averlo utilizzato diverse volte. E questo termine rappresenta perfettamente il modo di pensare degli americani.

Esagerati, megalomani, fuori da ogni limite.

Gli italiani invece sono più umili, si accontentano di raggiungere un “piccolo” successo e non hanno la mentalità esagerata degli americani.

Oggi vorrei portare la tua attenzione su un punto chiave: questo modo di pensare ha delle conseguenze.

Gli americani quando aprono un’attività lo fanno con un obiettivo ben preciso, vogliono spaccare tutto, guadagnare miliardi, creare business planetari, o vendere il loro prodotto/servizio a suon di milioni.

L’italiano no. Nella maggior parte dei casi apre un’attività per portarsi a casa uno stipendio, e spesso per non avere un “capo” che gli dia ordini.

Punti di vista completamente diversi.

L’italiano con prodotti eccezionali resta piccolino.
Il suo obiettivo è quello.

L’americano con un prodotto mediocre spacca il mondo.
Il suo obiettivo è quello.

Ed è solo una questione di mentalità, non di intelligenza, competenze o qualità di prodotto.

Pensa alla pizza. Dove puoi mangiare una pizza migliore di quella che trovi in Italia? Eppure gli americani su un prodotto come questo hanno creato delle catene che fatturano circa 12 miliardi l’anno!

Non mi risulta che in Italia, il paese della pizza, i siano catene che possono competere!

La loro pizza è più buona? Sono più gentili? Trattano meglio i clienti?

Tutto ciò è irrilevante.

L’italiano con la pizza più buona del mondo si porta a casa lo stipendio.

L’americano con la pizza mediocre guadagna miliardi.

Perché?

Perché entrambi hanno raggiunto il proprio obiettivo!

Gli americani pensano in grande e ottengono grandi risultati!

Tutto qui.

Quanti amici conosci che hanno sia un’attività che l’intenzione di spaccare il mondo? Di creare un’azienda miliardaria?

Rifletti su questo. Chiediti quali sono le tue ambizioni, cosa vuoi fare e dove vuoi arrivare, e dove vorresti arrivare se ogni tua azione fosse un successo.

Non tutti vogliono creare un’azienda miliardaria, ma tu non devi per forza essere fra questi, non darti limiti.

Ci hanno insegnato ad accontentarcidi non meritarci più di quel che abbiamo, di non rischiare, di non fare il passo più lungo della gamba, “chi troppo vuole nulla stringe“.

La verità è che sul mercato ci sono infinite possibilità per riuscire a realizzare qualunque cosa.

Viviamo nell’era dell’abbondanza. Crea qualcosa che sfrutti l’abbondanza, non l’abbastanza.

Troppo spesso ci si concentra sulle cose negative, sulla crisi, sui problemi, sulle tasse; tutte cose giuste, ma finché restiamo focalizzati su cose fuori dal nostro controllo non realizzeremo nulla.

Inizia a pensare in grande, pensa all’americana, cerca di spaccare il mondo.

Solo così riuscirai, una volta che avrai le risorse, ad avere un impatto sul mondo!

E nel mondo di oggi, praticamente nulla è impossibile.

Sai quanto ti costa un cliente?

Se non sai dirmi esattamente quanto costa alla tua azienda un cliente appena acquisito, stai commettendo l’errore più grande degli imprenditori e professionisti.

Il 94% delle aziende italiane, sia PMI sia grandi aziende, non è a conoscenza del costo di acquisizione di un nuovo cliente.

Questo cosa significa?

Web agency, concessionarie di pubblicità e agenzie pubblicitarie si attaccano al collo delle aziende e rovinano i budget degli imprenditori.

Il dovere di ogni imprenditore è ottenere il controllo dei propri investimenti in marketing.

E la base è sapere quanto ti costa un nuovo cliente.

Detto questo, se non hai programmato nessun investimento nel marketing, oppure, se lo stai facendo e guardi dati sbagliati e investi su singoli strumenti “magici”, non serve a niente alla tua azienda perché, nella maggior parte dei casi, NON porta risultati.

Come faccio ad essere così sicuro di quello che dico?

Lo so perché alla maggior parte degli imprenditori e professionisti, se gli domando quanto spende all’anno per una campagna di marketing per l’acquisizione di clienti, rimane a guardarmi come se fossi un alieno.

Sostanzialmente perché non sanno cosa rispondere, dato che l’acquisizione la fanno mandando gli agenti di commercio con le loro utilitarie a macinare chilometri e a bruciare gasolio, o delegando completamente il marketing all’esterno senza avere ben chiara la strategia da seguire

Il vero valore del cliente si vede in una prospettiva più ampia, che è il profitto totale durante tutta la vita (si chiama life time value).

Quindi, se sai ad esempio che il tuo cliente fra 5 anni vale 5000 euro, tu puoi investire anche 50 euro per acquisirlo e non ci rimetti niente, ma ti tieni stretto il cliente e poi cominci a espandere il suo potenziale di spesa.

Mentre quello che fa la maggioranza degli imprenditori è calcolare i profitti su una durata di vita minima del cliente che, in genere, muore dopo la prima vendita perché viene lasciato in balia di se stesso.

Detto questo, se vuoi capire come portare in positivo il fatturato della tua azienda, trovare le strategie più avanzate per acquisire i clienti, riattivare i vecchi e continuare a vendere agli attivi, devi dotarti di una strategia di marketing su misura per te, che ti tenga informato sui costi e sui risultati ed abbia un obiettivo chiaro.

Il mio lavoro consiste proprio nell’offrire una consulenza che porti ad una strategia di marketing tagliata su misura per ogni singola realtà.

Una consulenza gratuita con un professionista è la base principale dalla quale partire, il resto è una conseguenza ed è un progetto da portare avanti insieme.

Vuoi sapere come? Riempi il modulo, potrebbe essere una scoperta unica!