Semplice, non sempre facile.

Ci sono molte fonti, sul web una infinità, che raccontano come convincere le persone a compiere azioni di vario tipo.
Oggi viviamo in un mondo in cui è possibile trovare tutto. Prodotti, servizi e contenuti sono disponibili in grandissima quantità e sono tutti volti a cercare di ottenere un elemento che, purtroppo, data la sua natura, è sempre più raro: l’attenzione.
L’attenzione è una risorsa limitata. Abbiamo a disposizione 24 ore al giorno per le nostre attività umane e non possiamo interessarci a qualsiasi qualcosa. Più l’offerta aumenta, più si riduce la nostra capacità di concentrazione su un singolo contenuto. Ci accorgiamo che, per ottimizzare il nostro tempo, preferiamo contenuti che ci informino velocemente e senza troppi voli pindarici. Ci viene più spontaneo cercare le informazioni di cui abbiamo bisogno all’interno di siti chiari e intuitivi. Il periodo nel quale viviamo ed il mondo che ci circonda è un mondo distratto.

Da questa riflessione sono giunto alla conclusione che è necessario il focus ma soprattutto che la semplicità è un elemento di persuasione.
Semplice non significa approssimativo o realizzato in modo frettoloso.

Rendere semplice qualcosa significa ottimizzare e togliere tutto ciò di cui si può fare a meno, il superfluo. Nel caso delle interfacce tecnologiche, semplificarle significa renderle simili all’esperienza naturale e umana.
In un’epoca caratterizzata dalla fretta, in cui tutti vogliono informarsi nel più breve tempo possibile, dobbiamo imparare a competere con la semplicità e la accessibilità, siano esse riferite ai nostri prodotti, ai servizi, ai contenuti e soprattutto alla comunicazione. Facendo questo, otteniamo il vantaggio di una maggiore capacità di propagazione e, di conseguenza, la nostra competenza è percepita come sempre più autorevole. 

A livello contenutistico, uno dei segreti dell’influenza, sta nella capacità di scrivere testi brevi e interessanti, semplici e intensi, che devono essere pubblicati con costanza. Non è facile imparare a trattare argomenti complessi ed articolati attraverso un linguaggio semplice e fruibile, ma il risultato è dirompente e le persone a cui volete comunicare lo apprezzano, sicuri della vostra abilità e della utilità della condivisione dei vostri contenuti.

“La perfezione si ottiene non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere”, scriveva Antoine de Saint-Exupéry.
La semplicità è ricerca del meglio. Richiede studio e un notevole sforzo intellettuale. Semplice non è un sinonimo di banale o impreciso, ma è indice di grande preparazione e di capacità di progettazione.

In un mondo in cui l’offerta è eccessiva e ridondante, una delle armi più potenti che possiamo mettere in campo è il potere della semplicità.

Le competenze della comunicazione sono una delle soft skills oggi più richieste e che ognuno di noi dovrebbe avere.

Comunicare non vuol dire solo relazionarsi con gli altri, vuol dire saper utilizzare la voce, il linguaggio del corpo, avere la padronanza del linguaggio e della dialettica. Questo è oramai ovvio.

La vera novità è che saper comunicare vuol dire saper ascoltare, l’interlocutore, il suo linguaggio, il suo carattere e sapersi adattare, in modo semplice, alle diverse situazioni perchè la comunicazione prevede al minimo due soggetti, chi trasmette il messaggio e chi lo riceve.

Tu sai comunicare?

Ti sei mai reso conto, dopo una conversazione che forse l’interlocutore o gli interlocutori non abbiano compreso a pieno il tuo messaggio?

Ti hanno fatto domande che ritenevi ovvie?

Se ti è capitato qualcosa del genere, devi elevare il tuo livello di comunicazione, devi semplificare per essere più autorevole affinchè dalla comunicazione nascano relazioni proficue.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.

Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.

Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.

Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.

OPEN è l’acronimo di Organizzazione Personale Elevazione Naturale.

– E’ una Realtà Fortemente Voluta e Realizzata da Antonio Finocchi, Imprenditore dal 1984, Consulente Aziendale, Esperto nella Gestione del Debito, Riorganizzazione e Rilancio Aziendale, soft skills e determinazione del clima aziendale.

– Ha Dedicato la Sua Vita ad Ispirare Imprenditori e Professionisti al “Fare per Riuscire”.

– Autore del Libro “Fra il Dire e il Fare, c’è di Mezzo…il Fare!”

– Ha ideato e Porta Avanti con Grande Successo il Sistema di Crescita Imprenditoriale “Imprenditore Evoluto” per Ispirare Imprenditori e Professionisti a Fare Impresa nella Giusta Rotta. Predica da sempre “l’inutilità” dell’imprenditore in azienda, nel senso che se l’imprenditore stesso risulta indispensabile, l’azienda non ha praticamente valore, essendo egli stesso il valore dell’azienda che, in sua mancanza, sarebbe una scatola vuota.

Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio sito e quello della mia azienda.

Continua a seguirmi!

Convincere, no. Rendere consapevoli, si. Semplicemente.

Ci sono molti testi e altrettanti blog che raccontano come convincere le persone a compiere azioni di vario tipo. Alcuni ottengono il risultato attraverso complessi tecnicismi, altri fanno leva sulla disattenzione e sfruttano le debolezze che abbiamo più o meno tutti. Sono tecniche che non ho mai realmente approfondito né ho testato la loro validità.
Oggi viviamo in un mondo in cui l’offerta non conosce limiti. Prodotti, servizi e contenuti sono disponibili in grandissima quantità e sono tutti volti a cercare di ottenere un elemento che, purtroppo, data la sua natura, è sempre più raro: l’attenzione.
L’attenzione è una risorsa limitata. Abbiamo a disposizione 24 ore al giorno per le nostre attività umane e non possiamo interessarci a qualsiasi cosa. Più l’offerta aumenta, più si riduce la nostra capacità di concentrazione su un singolo contenuto. Ci accorgiamo che, per ottimizzare il nostro tempo, preferiamo contenuti che ci informino velocemente e senza troppi voli pindarici. Credo fermamente che si stia vivendo in un periodo di idiozia digitale. Ci viene più spontaneo cercare le informazioni di cui abbiamo bisogno all’interno di siti chiari e intuitivi. Questo è un mondo distratto in cui la velocità di esecuzione è fondamentale.

Da questa riflessione sono giunto alla conclusione che la semplicità è un potente elemento di persuasione.
Semplice non significa approssimativo o realizzato in modo frettoloso. Il famoso matematico e filosofo francese Blaise Pascal, in una missiva, scriveva “questa lettera è più lunga delle altre perché non ho avuto agio di farla breve”. Rendere semplice qualcosa significa ottimizzare e togliere tutto ciò di cui si può fare a meno, il superfluo. Nel caso delle interfacce tecnologiche, semplificarle significa renderle simili all’esperienza naturale e umana.
In un’epoca caratterizzata dalla fretta, in cui tutti vogliono informarsi nel più breve tempo possibile, dobbiamo imparare a competere con la semplicità e la accessibilità, siano esse riferite ai nostri prodotti, ai servizi o ai contenuti. Facendo questo, otteniamo il vantaggio di una maggiore capacità di propagazione e, di conseguenza, la nostra competenza è percepita come sempre più autorevole. 

A livello contenutistico, uno dei segreti dell’influenza, sta nella capacità di scrivere testi brevi e interessanti, semplici e intensi, che devono essere pubblicati con costanza. Non è facile imparare a trattare argomenti complessi ed articolati attraverso un linguaggio semplice e fruibile, ma il risultato è dirompente e i lettori lo apprezzano, sicuri della vostra abilità e della utilità della condivisione dei vostri contenuti.

A proposito della persuasione, sono sempre più convinto che la gente non vada persuasa e convinta, bensì è necessario creare consapevolezza. Consapevolezza vuol dire creare una sorta di cammino nel quale le persone “interessate” a noi, al nostro prodotto o servizio, sempre più, attraverso contenuti semplici, si rendono conto della nostra autorevolezza sull’argomento.

Essere autorevoli vuol dire creare seguaci, creare una tribù di persone disposte a seguire quello che vogliamo comunicare, in maniera corretta, etica e veritiera.

Nel momento in cui le persone seguono la nostra comunicazione, allora si, che è possibile inserire il nostro pensiero e quindi “portare” il pensiero alla conclusione che “essendo chi ci segue consapevoli, e noi autorevoli per loro, potremo ottenere il risultato”.

“La perfezione si ottiene non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere”, scriveva Antoine de Saint-Exupéry.
La semplicità è ricerca del meglio. Richiede studio e un notevole sforzo intellettuale. Semplice non è un sinonimo di banale o impreciso, ma è indice di grande preparazione e di capacità di progettazione.

In un mondo in cui l’offerta è eccessiva e ridondante, una delle armi più potenti che possiamo mettere in campo è il potere della semplicità.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio sito e quello della mia azienda.
Continua a seguirmi!

Hai solo dei sottoposti e non dei collaboratori, se non fai queste 5 cose.

Essere imprenditore oggi non è sempre facile. L’imprenditore è la persona che ha dentro di se una dote innata, “la resilienza“. Prendo in prestito dal vocabolario il significato di questa parola: “la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità

Un imprenditore quindi è una persona che ha il dono della risoluzione dei problemi. Per fare questo però ci si deve circondare di persone che sia efficienti ed efficaci e che svolgano il loro lavoro con attrazione, con capacità e soprattutto in armonia.

Ci sono 5 cose fondamentali che un buon imprenditore deve applicare ogni giorno con i propri collaboratori, perchè siano tali e non si sentano solo dei “sottoposti“. Vediamole.

1. Accettazione
Le persone hanno un bisogno fortissimo di essere accettate da coloro che le circondano. In particolare vogliono essere considerate importanti e preziose dal loro capo. Esprimere accettazione è molto importante, ma come esprimerla? Basta un sorriso amichevole, il sorriso è una pratica troppe volte dimenticata che fa bene a chi lo porge e soprattutto a chi lo riceve.

Anche quando pensi che nessuno ti stia guardando, tutti stanno guardando. Tutto ciò che dici o non dici, tutto ciò che fai o non fai, viene osservato dal tuo staff.

2. Apprezzamento
Ringrazia i tuoi collaboratori per tutto quello che fanno. La gratitudine è una cosa fondamentale, fa sentire apprezzati e quindi infonde sicurezza e voglia di fare. (Ho dedicato un capitolo intero sulla gratitudine nel mio libro “Fra il dire e il fare, c’è di mezzo…il fare!)

3. Ammirazione
Trova qualcosa da ammirare negli altri: i vestiti che indossano o un accessorio personale come una borsa o una cravatta. Ammirane la pettinatura, le scarpe e la macchina. Certo non devi enfatizzare e sforzarti di fare dei complimenti, perchè la falsità traspare e quello che pensavi fosse una benna azione potrebbe ritorcerti contro come un boomerang.

Non dimenticarti di complimentarti con i tuoi collaboratori ogni volta che fanno qualcosa che non è ordinario. Magari perchè si sono trattenuti in ufficio oltre l’orario di lavoro, complimentati per il contributo importante che danno all’azienda.

4. Approvazione
Esprimi generosamente la tua approvazione per l’operato dei collaboratori. La parola autostima, come dice la parola stessa, ognuno se la crea per se, ma incentivare le persone a costruirsi la propria autostima le rende più sicure, quindi più inclini a osare e rendere maggiormente. Elogiare soddisfa uno dei bisogni più radicati nella natura umana.

Non è necessario fare una festa per elogiare qualcuno, basta mandare anche una semplice mail o incontrarli di proposito per elogiare impegno.

5. Attenzione
Ascoltare gli altri è di vitale importanza, e un buon ascolto racchiude i 4 passi appena accennati, ti consente di accettare la persona che hai di fronte, apprezzarla perchè ti è venuta a parlare, ammirarla per ciò che ti sta dicendo, approvare il suo impegno. I collaboratori hanno bisogno di parlare con il loro capo ed è un dovere di un buon capo ascoltarli attentamente.

Tieni la porta della tua stanza aperta ogni volta che puoi, elimina ogni barriera, dai il tempo necessario ad ognuno per parlare comodamente ed esprimersi liberamente.

I nostri collaboratori sono parte integrante della nostra attività, non sono solo dei numeri, sono degli alleati che devono essere trattati correttamente, solo così ci accompagneranno verso il successo.

Eppure molti imprenditori faticano a trovare quelli giusti, hanno frequenti “ricambi” perché “le persone non durano” o “non hanno voglia di lavorare”.

Analizzando più approfonditamente la situazione si scopre però che la colpa viene spesso dall’alto.

I motivi sono molteplici. I dipendenti/collaboratori non si sentono parte di una squadra; gli viene chiesto di lavorare duramente, di fare ore extra, in cambio di nemmeno un “grazie”.

Per l’azienda tutto è dovuto, e a parti inverse l’azienda sta facendo “un favore immenso” al collaboratore, quando ad esempio concede un giorno di ferie.

Le persone che lavorano con te devono seguire un obiettivo comune, e devono essere ammirarti e apprezzarti.

Come riuscirci?

Applica queste semplice regole e trasforma la tua azienda in una vera forza della natura.

E impara ad ascoltare (sia nella vita che nel business). Se chi lavora per te ha qualcosa da dirti, è solo per migliorare la condizione di entrambi e rendere la collaborazione più efficiente ed efficace.

Non trattare le persone come merce facilmente sostituibile, trasformale invece nei tuoi più potenti alleati!

Ogni giorno il mio obiettivo è ispirare le persone che si relazionano con me a fare cose nuove ed insieme riusciamo a scoprire sempre modi nuovi per fare quello che facciamo.

Se questo articolo ha suscitato la tua attenzione condividilo, scrivi un commento, vai sulla mia pagina Facebook @antoniofinocchi oppure sul mio sito www.antoniofinocchi.it e potrai scaricare del materiale di valore.

WE INSPIRE INNOVATION, NOT NEWS

Contattami qui:

Errore: Modulo di contatto non trovato.