I social come li conosciamo sono finiti: prosperano quelli di scopo, chiusi, piattaforme di intrattenimento e motori misti.

Vado al sodo: social “generalisti” come Facebook o Instagram funzionano sulla base delle nostre reti sociali, ovvero i miei contenuti li vedono -tendenzialmente- i miei follower quindi, avere follower è un valore. Che poi la copertura sia abbondantemente sotto al 10% (semplificando, se hai 100 amici la tua roba la vedono in 10) è tutto un altro tema: se hai molti follower hai -di nuovo, tendenzialmente- molti riscontri in termini di lettori. Ecco, a mio avviso la baracca pensata così è al capolinea, finita, andata.

Al loro posto nascono altri tipi di piattaforme in cui i follower (o gli iscritti) hanno un impatto più basso. Diamogli un’occhiata:

Social di scopo Linkedin, Tinder, OnlyFans

Vivono di uno scopo, “servono a quello”. LinkedIn serve a trovare/cambiare lavoro o a mostrare quanto si è bravi. Il business è lo scopo. Gli altri hanno scopi diversi. Possono essere pubblici o chiusi.

Social chiusi Whatsapp, Telegram

“Ad invito” in cui puoi fare tutto quello che l’admin decide tu faccia. Puoi parlare con tua zia o partecipare a canali con 3000 persone, tuttavia non sono luoghi “pubblici”, accessibili a tutti, ma privati.

Piattaforme d’intrattenimento TikTok, Twitch

Sono luoghi in cui puoi fare i numeroni anche se hai pochi contatti-amici-follower perché non sono basati -solo- sulle reti sociali ma sul contenuto. L’algoritmo mostra le cose a chi le potrebbe apprezzare al di là dei follower, creando un potente effetto di novità continua, scoperta e gratifica. Il competitor di TikTok, per capirci, non è Facebook ma Netflix e i videogame.

Motori misti YouTube, Google Maps, TripAdvisor

Social che non sono solo social e motori di ricerca che non sono solo motori di ricerca. Su Google Maps cerchi i ristoranti, leggi le recensioni, individui i “Local Guide”, li segui, ti fidi. Su YouTube ci vai quasi sempre per cercare qualcosa (pulire le vongole o ripiegare i vestiti e chi più ne ha più ne metta) poi ti trovi a vedere cose correlate interessanti, ti piacciono, leggi i commenti, ti iscrivi ai canali e diventi parte della community. Misto tra social e search.

Il mondo social è iniziato circa 15 anni fa, a livello globale, ed oggi siamo alla prima grande capriola.

A questo punto se i social fanno parte della tua strategia di comunicazione devi essere particolarmente attento all’uso che ne fai, al pubblico al quale ti rivolgi ed al messaggio che vuoi diffondere.

Il target è importantissimo e troppo spesso vedo aziende o professionisti che sperano di trovare i clienti sui social, su alcuni social. Non è sempre possibile o non è affatto possibile a meno che non attivi una strategia comunicativa in questo senso.

Innanzi tutto, che tu sia un imprenditore o un professionista, ti devono trovare, e già qui, come abbiamo visto prima, la cosa non è facilissima, poi devi creare una fidelizzazione e smetterla di autocelebrarti e basta, devi definire un piano di comunicazione strategico e questo non si può fare attraverso un social media manager che è più attento agli algoritmi che alla strategia. Devi creare un ecosistema che preveda un percorso di interazione e che segua il principio della VCP, ovvero, Visibilità – Credibilità – Profittabilità, altrimenti stai perdendo tempo e risorse, quindi, comunque soldi.

Lascia perdere gli imbonitori che ti promettono falsi orizzonti, perché sono gli stessi orizzonti che promettono a tutti. Tu hai bisogno di una strategia mirata, unica, adatta specificatamente per la tua attività, i tuoi prodotti/servizi, il tuo target clienti ecc. ecc. e queste sono prerogative che devi far diventare uniche, altrimenti sei come gli altri.

Non devi fare cose diverse, devi fare le cose diversamente.

Da anni mi occupo di strategie di comunicazione, di strategie aziendali e soprattutto sono un mentore.

Chi è un mentore: è una persona in grado di offrire consigli di vita e professionali dettati dall’esperienza, un trasferimento di esperienze.

Il mentore è qualcuno che ci sostiene e con cui instauriamo un rapporto speciale, destinato a durare nel tempo.

Qualcuno che sappia innanzi tutto ascoltarci, per aiutarci a capire meglio noi stessi.

Una guida per accendere scintille di vita personali e professionali, qualcuno che sappia mettere in campo le sue conoscenze, competenze, esperienze e contatti in linea con le nostre vocazioni.

Adesso prenditi del tempo, ragiona con te stesso, hai al fianco una persone di questo tipo, non uno che deve venderti i suoi prodotti o servizi, uno che ti accompagna.

Se vuoi davvero “fare” la differenza potremmo condividere insieme come fare.

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