In questo periodo storico il mondo intero sta facendo i conti con una situazione particolare. Mai come in questi momenti è evidente come efficienza ed efficacia siano sue parole dal significato profondamente diverso.

Chiediamo aiuto al vocabolario:

Efficienza: competenza e prontezza nell’assolvere le mansioni.

Efficacia: capacità di produrre l’effetto e i risultati voluti o sperati.

Apparentemente sembra che vi sia un sillogismo, ma a ben guardare non è così.

In questo momento tutti sembriamo essere efficienti, nel senso che ogni persona, costretta a modificare il proprio comportamento, ha tentato e sta tentando, per chi ne ha le possibilità operative, la strada dell’efficienza.

Quindi le famiglie si sono organizzate per una spesa efficiente da mettere in atto in maniera programmata, in orari programmati, con una lista di cose da acquistare ben precisa ed organizzata. La scuola si è resa efficiente organizzando lezioni online per gli studenti. In molti (per chi la professione lo ha permesso) si sono approcciati allo smart working rendendo efficienti le ore, gli appuntamenti, gli incontri. Le attività fisiche sono diventati efficienti, gli allenamenti in palestra sono stati sostituiti da allenamenti in casa, running sui balconi o terrazzi ecc. La politica si è resa efficiente nel varare continue nuove regole, nuovi moduli di ipotetica libertà, diffondere informazioni che nel loro intento vogliono creare condivisione.

Tutti, chi più e chi meno, hanno cercato di rendere efficiente la propria giornata da “reclusi involontari” per renderla attrattiva, proficua, sostenibile.

Ma questa efficienza, apparente o effettiva, è davvero efficace?

Rianalizziamo i precedenti comportamenti per fare il punto.

Certamente è efficiente organizzare la spesa in modo da limitare le uscite, le file, le cose da acquistare ma certamente non è efficace acquistare non programmando quelli che saranno i pasti che si faranno, prevedendo l’utilizzo degli ingredienti. Quindi non è di certo efficace recarsi al supermercato acquistando quello che “si pensa” possa servire per poi accorgersi che non tutto quello che si è acquistato potrà risolvere la preparazione dei piatti estemporanei dettati da scelte irrazionali e non programmate, ad esempio acquistare l’occorrente per fare una torta ed accorgersi che manca la carta forno nonostante si siano acquistati più dolci di quelli che normalmente si utilizzano perché…metti che non li trovo!

Certamente la scuola si è resa efficiente nell’organizzarsi, chi più e chi meno, nel fare lezioni online ma questa efficienza non si è, a mio avviso, dimostrata efficace giacchè nessuno o quasi ha individuato una piattaforma davvero efficiente per impartire le lezioni, mantenere ad esempio l’orario scolastico già previsto in programmazione (cioè prima di questa interruzione delle lezioni in classe) utilizzando strumenti di classroom online che tenessero normalmente impegnati gli studenti nel normale corso delle lezioni ed altrettanto impegnati gli insegnanti nel loro compito, con il risultato che alcune lezioni non vengono proprio svolte, oppure vengono svolte in orari fuori dal normale orario scolastico, la condivisione dei compiti affidata a piattaforme non nate per questo scopo ecc.

Certamente è efficiente approcciarsi allo smart working impegnando il tempo in contatti, incontri virtuali ecc. ma non è efficace giacchè molte aziende non hanno mai previsto una condivisione dei propri documenti in una eventuale previsione di questo tipo di lavoro, le linee di collegamento ed i collegamenti stessi non sono sicuri per il trasferimento dei dati, molte abitazioni non hanno collegamenti internet che possano supportare in maniera degna questo imprevisto aumento di traffico. Non è stato previsto un sistema di validazione di contratti, firme, ecc. Insomma c’è una efficienza diffusa nel voler fare lavoro a tutti i costi ma una efficacia di questo lavoro che si traduce in mera idea con produzione di risultati scarsa.

Certamente è efficiente ripensare alla propria attività fisica al di fuori della palestra ma non è efficace diventare di colpo dei self made trainer giacchè le palestre, per come ho avuto modo di vedere, non si sono attrezzate per seguire i propri clienti, anche virtualmente.

Certamente la politica sta cercando di fare la sua parte in modo efficiente nel voler creare contatto, informazione, cercare (ma non sempre trovare) sistemi di aiuto economico e sociale ma non è efficace in quanto ogni provvedimento preso reca in se ulteriori situazioni grottesche di quasi impossibilità di essere messo davvero in pratica dai cittadini. Cito Zigmunt Bauman che nel proprio libro “Modernità liquida” dice che il Potere riguarda la capacità di fare mentre la Politica riguarda la capacità di decidere cosa fare. Anche qui il potere deve essere efficiente e la politica efficace, e non mi sembra proprio.

Quindi?

Bella domanda, alla quale rispondo facendo per primo autocritica.

Siamo diventati un paese di efficienti, quasi a voler esorcizzare la situazione, il malessere imperante, i tentativi di protesta che ci nascono dentro, l’incertezza del futuro, e chi più ne ha più ne metta.

Non siamo diventati un paese efficace perché ognuno di noi ha cercato, o sta cercando di trovare delle soluzioni (efficienza) ma si scontra continuamente con il metterle in pratica in maniera proattiva e risolutiva (efficacia).

La soluzione?

Altra bella domanda.

Non sono un sociologo bensì un attendo osservatore.

Posso solo riportare quello che sto facendo dal punto di vista dell’efficienza ed efficacia.

Efficienza: Maggiore presenza in famiglia

Efficacia: Sono più vicino alla mia famiglia condividendo mansioni, compiti, studiando con i figli

Efficienza: Maggiore coordinazione delle cose da fare in casa

Efficacia: Riassetto e riorganizzazione degli ambienti, programmazione degli interventi da fare

Efficienza: Maggiore organizzazione della cucina e dispensa

Efficacia: una lista della spesa organica dove si inserisce quello che si utilizza e che sta per terminare, una organizzazione dei menù in base alla disponibilità della dispensa

Efficienza: Maggiore contatto con i miei clienti

Efficacia: Individuare una soluzione intuitiva per ognuno, seguire il loro processo decisionale interno ed esterno, organizzare meeting e riunioni come prima di questa situazione, fare un follow up dei processi messi in campo ed individuare risultati e aggiustamenti, creare dei kpi di periodo

Efficienza: Maggiori relazioni con persone con i quali ho contatti saltuari

Efficacia: Creazioni di nuovi e rafforzati rapporti, maggiore predisposizione al dialogo, condivisione dei momenti ed individuazione di soluzioni partecipate

Efficienza: Maggiori approcci con potenziali clienti

Efficacia: Generazione di trattative basate sul dialogo e sulla soluzione di bisogni attraverso intuizione e pensiero divergente

Sono stato schematico, solo per dare spunti, ma sono anche, per mia natura, pragmatico, cioè una persona che sistematicamente è abituata ad analizzare i risultati.

Cosa posso dire quindi, che nonostante il periodo sia particolare, è necessario pensare in maniera efficiente e programmare il pensiero fatto in modo che sia efficace, fare una analisi del pensiero efficiente e tradurlo in efficace.

Esistono molti strumenti per fare questo, una analisi SWOT ad esempio, oppure un Modeling CANVAS piuttosto che una Balanced Scorecard, e potrei citarne altri.

Lo spunto che vorrei dare a coloro che hanno avuto il coraggio e la forza di arrivare a leggere fino a questo punto è, documentarsi, leggere, acquisire, farsi cultura, anche solo di questi strumenti ed iniziare a metterli in pratica, per se stessi, ad utilizzarli per una prima sola cosa, fare in modo che diventino nostri alleati ed abituarsi ad analizzare i risultati, ponendo correttivi, programmando.

Mettiamo in pratica il “Plan-Do-Check-Act” ovvero pianifica, metti in campo, verifica, agisci, questo in tutte le sfere della vita, l’invito è provare, anzi “voler” provare.

Due sono le frasi che mi sento di trasferire:

Fra il dire e il fare, c’è di mezzo…il fare!

Non fare cose diverse, fai le cose diversamente.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.

Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.

Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.

Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.

OPEN è l’acronimo di Organizzazione Personale Elevazione Naturale.

– E’ una Realtà Fortemente Voluta e Realizzata da Antonio Finocchi, Imprenditore dal 1984, Consulente Aziendale, Esperto nella Gestione del Debito, Riorganizzazione e Rilancio Aziendale, soft skills e determinazione del clima aziendale.

– Ha Dedicato la Sua Vita ad Ispirare Imprenditori e Professionisti al “Fare per Riuscire”.

– Autore del Libro “Fra il Dire e il Fare, c’è di Mezzo…il Fare!”

– Ha ideato e Porta Avanti con Grande Successo il Sistema di Crescita Imprenditoriale “Imprenditore Evoluto” per Ispirare Imprenditori e Professionisti a Fare Impresa nella Giusta Rotta. Predica da sempre “l’inutilità” dell’imprenditore in azienda, nel senso che se l’imprenditore stesso risulta indispensabile, l’azienda non ha praticamente valore, essendo egli stesso il valore dell’azienda che, in sua mancanza, sarebbe una scatola vuota.

Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio sito e quello della mia azienda.

Continua a seguirmi!

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