Questo è il marketing, il resto è fuffa!

E’ ora di smetterla di usare i consumatori per risolvere il problema della propria azienda e di cominciare ad usare il marketing per risolvere i problemi della gente.

E’ ora di smetterla di raccontare delle frottole, inondare di spam le caselle di posta dei clienti e sentirsi in colpa per il proprio lavoro.

E’ ora di smetterla di confondere le metriche dei social media con le autentiche relazioni.

E’ ora di smetterla di spendere soldi per rubare un minuto di attenzione al cliente.

Fare marketing vuol dire migliorare il mondo. Il vero marketing affonda le sue radici nella generosità, nell’empatia e nella partecipazione emotiva.

Fare del buon marketing significa identificare la più piccola nicchia di mercato capace di sostenere il proprio business. Costruire fiducia e consenso.

Fare marketing è un processo di miglioramento ed il primo passo per migliorare è fare cose migliori.

Un conto è fare pubblicità, altro conto è fare marketing.

Ho voluto scrivere qualche frase tratta dal libro di Seth Godin: Questo è il marketing perchè è giusto fare chiarezza su questa parola e sull’uso di questa strategia all’interno di un’impresa.

Nel video puoi vedere la recensione di questo interessante libro che ti consiglio di leggere.

Lascia un commento o contattami per approfondire.

Per generare una combinazione vincente.

Un’azienda può andare avanti senza il reparto commerciale?

Il lavoro del venditore in carne ed ossa è una professione che ai giorni nostri incontra sempre più spesso la resistenza del cliente finale. Tutto ciò è figlio dei cambiamenti ai quali tutti, inesorabilmente, siamo sottoposti. Imprenditori, venditori e acquirenti.

La diffidenza delle persone è schizzata alle stelle per diversi motivi. Internet, in primis, ha aperto le porte a un modo completamente diverso di vendere e senza la necessità di interfacciarsi per forza con qualcuno per concludere l’acquisto.

In secondo luogo, le truffe messe in atto da venditori porta a porta e call center hanno dato il colpo di grazia all’ultimo barlume di fiducia delle persone.

Come puoi notare, la tendenza sembrerebbe quella di far svanire nel nulla la professione del venditore. In realtà, non è così. La figura del commerciale deve cambiare aspetto, svolgendo un’attività consulenziale più che di vendita alla vecchia maniera.

Anche se hai strutturato una serie di strategie di marketing, queste, da sole, non bastano o meglio, non sono sufficienti.

Un’azienda che si basa sul marketing è sicuramente avvantaggiata, ma la comunicazione, il posizionamento e le tecniche di copy NON sono la fase più importante per chiudere le vendite.

Questi devono essere elementi di supporto al venditore e infatti è necessario modificare la strategia delle aziende e del reparto commerciale.

Nelle aziende non devono esistere i classici venditori, non più.

Devono nascere delle persone che hanno gli skills necessari a creare la giusta combinazione sulle persone che ad un certo punto vogliono acquistare.

Se hai persone in fila che vogliono acquistare il tuo prodotto, tu non devi vendere… sono loro che acquistano ed è per questo che i venditori non servono!

Questo vuol dire “combinazione” un insieme di attività prestabilite e monitorate che generano dei risultati.

In ogni azienda, anche la tua, è indispensabile fare una valutazione delle massime potenzialità di cui disponi e migliorarle, non cambiarle o eliminarle.

Seguire un percorso imprenditoriale che parte da un obiettivo consentirà anche a te di comprendere e diventare consapevole che quello che hai costruito fino ad ora è importante e può essere rimesso in gioco facendo solo dei piccoli “aggiustamenti” e creando la “combinazione” più adatta a reperire più clienti, mantenerli il più a lungo possibile e creare referenze sui nuovi.

Una combinazione vincente!

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio
sito e quello della mia azienda.
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Quando tutti urlano, tu crea un’atmosfera.

È tipico dei bambini urlare: i grandi non li ascoltano, i coetanei neppure e così l’unica alternativa che immaginano di avere a disposizione è alzare il volume fino ad urlare. Così facendo, non ottengono l’effetto di essere ascoltati, ma di dichiarare quanto sono frustrati e quanto non si sentono considerati. Dimostrano agli altri che hanno fatto bene ad escluderli.

Online, sui social, è la stessa cosa. Se alzi i toni, se aumenti l’aggressività o se cerchi di stupire continuamente, dichiari apertamente la tua frustrazione. Anche le aziende, facendo marketing, si ritrovano spesso a urlare più del necessario. Le mail scritte in maiuscolo finiscono nello spam. I popup insistenti e invadenti sui siti di informazione dichiarano che non sanno tenersi i lettori. Le tecniche veloci e aggressive per vendere un prodotto raccontano che hai un problema di soldi o di reputazione.

“Quando tutti urlano non vince chi urla più forte, ma chi ti sa parlare all’orecchio”

Mauro Marinoni

Urlare non è più un’attività efficace, l’hanno già compreso in tanti e molti ci arriveranno presto. Un mercato che va ad esaurirsi. Quindi cosa conviene fare?

La mia proposta è semplice. Puoi iniziare a sussurrare le informazioni corrette al pubblico più adatto, puoi scrivere una mail allegra e utile, un messaggio di aiuto o apprezzamento. Puoi ascoltare e rispondere. Questa è la materia di cui è fatto il marketing. Prima ascolta e poi rispondi. A quel punto alzeranno il volume per sentire meglio quello che dici.

In buona sostanza, evita di urlare, di usare un tono di “copertura” verso gli altri per conquistare a forza la supremazia. Crea un’atmosfera, crea cioè un ambiente attraente, un ambiente nel quale “ci si trova bene“. Allora si che le persone, il mercato, i tuoi clienti, verranno a “sentire” cosa hai loro da dire.

Quando avrai creato la giusta atmosfera, solo allora, potrai esporre la tua idea, la tua soluzione ad un problema e perchè chi ti sta ascoltando dovrebbe continuarti a sentire e seguire.

Se non diventi autorevole sul mercato sarai uno dei tanti, se in più urli, non sarai nessuno.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
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Imprenditoria fa rima con…cultura.

Non sono il coraggio, anche se è utile, o le buone idee a fare la differenza in ambito imprenditoriale. C’è un fattore determinante, capace da solo di farti prevedere gli ostacoli, avere una visione più ampia e consigliarti nel migliore dei modi. Si chiama “cultura”.

Rimanendo nel mio settore (marketing strategico e consulenza imprenditoriale), con la cultura puoi comprendere i bisogni delle persone, costruire le soluzioni adatte a loro e iniziare a farti conoscere da chi ha bisogno della tua soluzione. Si tratta di comprendere che la fiducia degli altri passa attraverso la conoscenza, il desiderio e l’opportunità. La loro opportunità. 

Tu puoi anticipare tutti questi ostacoli con la cultura. Sarà questa a fornirti gli strumenti per comprendere quali siano i punti di forza delle tecnologie in relazione alle aspettative di chi le utilizza. 

Il marketing è semplice: ci sono le persone e i luoghi in cui si ritrovano. A te il compito di conoscere bene il luogo, le sue regole e come metterti in evidenza al meglio. Ma soprattutto dovrai conoscere le persone, cosa le gratifica, cosa cercano e di cosa hanno timore. Questi due elementi si gestiscono meglio se hai sviluppato una conoscenza approfondita. Si chiama cultura.  
Il marketing è semplicemente cultura .

Come puoi accrescere la tua cultura? Innanzi tutto facendo, mettendoti in gioco.

Si vabbè, lo sanno tutti che un imprenditore o professionista si mette in gioco ogni giorno, ma il senso che voglio dare a questa espressione è quello che TU ti devi mettere in gioco con TE STESSO!

Cosa vuol dire, che ognuno di noi ha necessità di progredire e progredire non vuol dire semplicemente conoscere tutto della tua azienda, del tuo mercato, dei tuoi clienti (che già comunque sarebbe una cosa molto importante ma che solo il 64% degli imprenditori e professionisti conoscono davvero) progredire vuol dire rafforzare te stesso e la tua cultura.

Probabilmente leggi, segui dei corsi di formazione, ti confronti ma stai incrementando, in questo modo, la tua cultura in modo ovvio.

Ti invito invece a creare cultura andando a scovare, per esempio, testi un pò più datati ma sempre a comunque attuali, che ti daranno una cultura enorme, differente in quanto gli altri fanno esattamente quello che hai fatto tu fino ad ora, informandosi, e nemmeno sempre, su tutto quanto ruota intorno alla propria attività.

Leggi di retorica, leggi Confucio, leggi Erasmo da Rotterdam oppure qualcosa su Adriano Olivetti, Catone, Epicuro. Si, forse ti ho spaventato, forse riterrai che quello che ti sto consigliando potrebbe sembrare desueto, eppure la cultura è questa.

Il futuro è un passato che deve essere rivalutato.

Sono a disposizione, con il mio staff, per offrirti la possibilità di avere un elenco di libri che possono darti l’opportunità di avere una cultura differente e quindi migliore.

Nel marketing è indispensabile trovare il motivo differenziante rispetto alla concorrenza, il perchè dovrei acquistare da te in un mercato dove è possibile trovare tutto. Se non vuoi ritrovarti a combattere la guerra dei prezzi devi generare un motivo, per i tuoi potenziali clienti, perchè dovrebbero stare a sentire te.

Oltre alla lettura, un altro importante strumento di elevazione è il mentoring, cosa significa, trasferimento professionale di esperienze. Oggi esistono troppi formatori (che ti devono “formare” cioè dare forma, oppure “coach” che in effetti ti sono di poco aiuto in quanto il coaching prevede che sia tu, da solo, a trovare la soluzione) che divulgano corsi continuamente su argomenti che tu, in quanto imprenditore e professionista, dovresti conoscere.

Inizia un percorso di mentoring imprenditoriale nel quale puoi acquisire la cultura di chi, prima di te, ha avuto le esperienze, ha gioito delle vittorie e pianto sulle sconfitte, ed è in grado di trasferirtele in maniera professionale. Segui chi ha fatto o che ti può dimostrare di affiancarti, di combattere al tuo fianco.

Inviami una mail a questo indirizzo per farmi tutte le domande che ritieni sulla tua attività, la tua formazione, le tue relazioni.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
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Soft skills, cosa sono e perchè ti servono.

Tutti ne parlano, pochi sanno davvero di cosa si tratta e ancora meno le praticano.

Parliamo delle soft skill, vale a dire le competenze di carattere relazionale.

Abilità quali la capacità di ascoltare e di dare feedback agli interlocutori, l’adattabilità ai contesti e alle situazioni o, ancora, la disponibilità all’apprendimento.

Le soft skill fanno la differenza tra una persona e l’altra e tra un’impresa e l’altra si tratta di competenze emotive che in parte sono innate ma in buona misura possono essere apprese e migliorate.

A parole le imprese affermano di investire molto in questo ambito. Per rendersene conto basta leggere le dichiarazioni dei responsabili HR delle multinazionali come delle Pmi o scorrere il programma di un convegno dedicato alle risorse umane. In concreto, però, le cose sono spesso differenti. In alcune società la valorizzazione delle soft skills è molto teorica e prevalgono altre logiche. In altre realtà, invece, sono davvero un elemento di orientamento e di analisi. Accade, così, che i manager siano valutati – e pagati – non solo sulla base dei risultati economici, ma anche in base alle competenze relazionali dimostrate. Mi riferisco, per esempio, alla gestione del team, alla percezione dei colleghi o dei responsabili diretti.

Ovviamente l’analisi delle soft skills dovrebbe essere centrale anche nella fase di selezione. Ci sono situazioni molto eterogenee. C’è chi non le calcola affatto, chi si basa sul proprio giudizio personale, più o meno supportato dall’esperienza, e chi utilizza dei test strutturati, degli strumenti di misurazione oggettivi.

Last but not least: la formazione scolastica. Allo stato attuale le soft skills non sono contemplate tra le materie di studio delle scuole superiori e di rado rientrano nei programmi universitari. Qualcosa si trova a livello master, dove compaiono corsi volti a migliorare la capacità di negoziazione o il public speaking. Un po’ poco per expertise che le aziende dichiarano essere così importanti.

Ogni imprenditore dovrebbe formarsi in questo ambito soprattutto prima di richiedere ai propri collaboratori conoscenze di questo tipo.

Come anticipato, le soft skills sono le competenze che insistono non sul livello della preparazione o della capacità tecnica delle persone, ma su dimensioni più estese che riguardano in sostanza le relazioni e i tratti della personalità, le modalità di porsi con gli altri e quelle “procedurali” di svolgimento del lavoro. Possiamo dire che se le competenze tecniche (o anche quelle linguistiche, digitali etc.) riguardano la capacità concreta di svolgere alcuni lavori, dunque il “cosa”, le soft skills sono invece competenze che riguardano il “come”, ossia la modalità con cui si conduce la propria occupazione.

Le soft skills sono competenze molto importanti, e vengono sempre più richieste dalle aziende, perché, oltre ad avere un concreto e decisivo impatto sulla produttività e la qualità del lavoro svolto, servono anche a tenere in salute la dimensione espressiva di qualsiasi staff. Detto in termini calcistici, le soft skills contribuiscono anche a “fare spogliatoio” e favoriscono allo stesso tempo l’autonomia dei singoli elementi all’interno della squadra.

Quali sono le soft skills?
Dunque: quali sono le soft skills? Per la verità non esiste un elenco comunemente condiviso di soft skills. Ne esistono tuttavia diverse, alcune più e altre meno importanti. Ne ho individuate, tra quelle che sembrano essere maggiormente richieste dalle aziende, 13. Tali 13 competenze trasversali, che presento a seguire, possono essere fatte rientrare sotto 3 diversi ambiti o dimensioni.

Competenze trasversali – Ambito dell’oggetto e delle procedure di lavoro

  • Capacità di analisi e attenzione al dettaglio: riguarda la capacità di scomporre nel dettaglio un problema o una situazione negli elementi che lo/la compongono.
  • Capacità di organizzazione: ossia la capacità di utilizzare al meglio le risorse a disposizione (su tutte il tempo) per il raggiungimento di un obiettivo. In altri termini, è la capacità di pianificare una strategia adeguata (efficace ed efficiente) per raggiungere un determinato scopo.
  • Capacità di problem solving: spesso durante una qualsiasi attività lavorativa emergono problemi inaspettati. La capacità di far fronte all’emergenza con strategie volta per volta diverse e adattate al momento riguarda il problem solving (letteralmente la soluzione dei problemi).
  • Creatività: riguarda la capacità di innovare. Come si dice in inglese: “to think out of the box”. La creatività riguarda pertanto una disposizione per la quale si è in grado di vedere il mondo da diverse prospettive, cercando costantemente di migliorare le procedure con le quali ci si rapporta a esso. A differenza del problem solving, che interviene a seguito di un problema, questa competenza non emerge dopo un evento critico. Essa serve invece per migliorare costantemente oggetti e procedure sui piani più svariati, anche quando tutto sembra già funzionare per il meglio.
  • Orientamento all’obiettivo e/o a risultato: si tratta di una disposizione alla costante considerazione degli obiettivi lavorativi. Per chi possiede questa competenza, l’importante è occupare il proprio tempo lavorativo non (solo) per portare a casa uno stipendio, ma per contribuire alla crescita dell’azienda (e di sé stessi), immedesimandosi negli obiettivi e traendone le motivazioni.

Competenze trasversali – Ambito delle relazioni interne allo staff ed esterne

  • Capacità di leadership: riguarda la capacità di porsi come leader nel proprio contesto, assumendosi le giuste responsabilità e aiutando gli altri componenti dello staff a perseguire gli obiettivi in un clima di comunione di intenti. Esistono 2 tipi di leadership: strumentale ed espressiva. La prima riguarda la guida verso il concreto raggiungimento del risultato; la seconda la tenuta (anche emotiva) del gruppo e dei suoi componenti.
  • Capacità di negoziazione: saper negoziare, tenendo in considerazione le nostre istanze e quelle delle varie controparti, è una skill fondamentale per le aziende. Si può negoziare con i clienti, con i fornitori e con i membri dello staff.
  • Capacità relazionali ed espressive: sapersi collocare nel contesto nel quale si opera, avendo il controllo dei propri sentimenti e adeguandosi alla situazione specifica, è un’altra competenza che ci mette positivamente in relazione con gli altri, che siamo leader o meno. Saper comunicare con le altre persone è in tal senso un elemento fondamentale.
  • Predisposizione al lavoro di squadra: in un’azienda (e non solo) gli obiettivi non sono mai del singolo individuo, ma dell’intero staff. Perciò è bene che si lavori di comune accordo, rispettando ognuno il proprio ruolo e chiedendo/dando aiuto al bisogno.
  • Capacità di lavorare in autonomia: in altri casi, tuttavia, è cruciale saper lavorare (quando necessario) senza necessariamente dover far riferimento ad altri. L’autonomia è una competenza molto apprezzata nelle aziende, poiché economizza sul tempo di tutto lo staff.
  • Orientamento al cliente: come recita un comune adagio, “il cliente ha sempre ragione”. Ecco perché è importante l’orientamento al cliente, ossia la capacità di soddisfare (o quanto meno provarci) le sue esigenze, mettendo in secondo piano le nostre.

Competenze trasversali – Ambito del sé

  • Flessibilità e adattabilità: una personalità flessibile e adattabile è una personalità che riesce a misurarsi nelle varie situazioni (tempi, spazi, procedure etc.) senza subirne danno. Ma attenzione: la flessibilità non deve in nessun caso trasformarsi in  sottomissione.
  • Tolleranza allo stress: ultima, ma non in ordine di importanza, la tolleranza allo stress. Saper lavorare in situazioni di fatica e difficoltà emotiva, riuscendo a rispettare i termini definiti nelle pianificazioni aziendali, è senza dubbio una delle principali caratteristiche ricercate dalle aziende in un collaboratore.

In ultima analisi, una adeguata preparazione imprenditoriale non può prescindere da una adeguata conoscenza delle soft skills.

Se vuoi avere maggiori informazioni su come puoi formare te ed il tuo staff non hai che da chiedere.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
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Parola d’ordine: impegno, coccole e passione.

Una convinzione tipica che accompagna chiunque utilizza i canali on line oppure off line in cerca di clienti è la necessità di muoversi in ottica promozionale, pubblicando sconti, offerte imperdibili o bombardando di messaggi pubblicitari chiunque ci venga a tiro.

Questa è una pratica che, ora ed in futuro, funzionerà sempre meno.

Sempre meno siamo disposti nei confronti delle interruzioni pubblicitarie. Come afferma Jeffrey Gitomer“la gente ama acquistare ma odia farsi vendere qualcosa”.

Quando i prodotti sono facilmente reperibili e non rappresentano più un costo rilevante, per le persone assumono una valenza diversa. Diventano un mezzo attraverso cui si ottiene un’esperienza o una partecipazione, qualcosa che metta al centro di un’attività unica, che soddisfi la voglia di relazione e di emozione.

Su Amazon, nei commenti che i clienti lasciano dei prodotti, si legge spesso della soddisfazione di ricevere il pacco il giorno successivo all’ordine o della facilità con cui la piattaforma ha rimborsato il denaro speso per un prodotto che non li ha soddisfatti.

È il cliente il fulcro del successo della piattaforma, non il prodotto. In effetti, se ci pensi, è un po’ come bere un bicchiere di succo di frutta al bar che paghi quanto un’intera bottiglia acquistata al supermercato. Nell’acquisto non valuti l’aspetto economico svantaggioso, ma quello “esperienziale” di stare con gli amici in un ambiente confortevole. Se badassi esclusivamente al costo, berresti la tua bevanda, nel parcheggio del supermercato.

Quello che molti non hanno compreso, in ambito digitale o no, è che questo non è più il mondo in cui battersi sul prezzo, ma sull’impegno. Quell’impegno che serve a coccolare il cliente e a farselo amico tramite la passione, l’accoglienza e le emozioni che riesci a trasmettergli.

L’impegno principale riguarda soprattutto il fatto che hai la necessità di giungere al cliente, per fargli percepire le tue coccole, la tua passione.

E come ci arrivi al tuo potenziale cliente? Attraverso il tuo posizionamento personale.

Il posizionamento personale è una parte fondamentale della comunicazione, per generare un posizionamento personale ci sono quattro chiavi fondamentali. Qualsiasi imprenditore o professionista impegnato a raccontare le proprie competenze deve averle sempre ben chiare nell’atto di creare contenuti o rispondere a messaggi e commenti, ecc.

Devi creare un percorso nel quale tutti coloro che ti sono vicini, che in qualche modo ti hanno concesso la loro attenzione, ricevano valore.

Le persone distratte che ti osservano o imparano qualcosa da te devono, comunicazione dopo comunicazione, fissare nella loro mente chi sei, qual è il tuo stile, cosa ti differenzia dagli altri, il tuo carattere e cosa ti spinge a farlo. Se non l’hai già capito, scoprirai che la maggioranza delle persone, quando va bene, di te comprende una cosa sola alla volta. Solo chi ti segue davvero è in grado di sviluppare una visione più articolata di te e del tuo messaggio.

Va detto che, a monte di questi quattro elementi, deve essere altrettanto chiaro l’obiettivo che vuoi ottenere a 3/5 anni, perché, senza un obiettivo a media scadenza, qualsiasi comunicazione è quasi inutile.

Le quattro chiavi di posizionamento personale da inserire nelle tue comunicazioni

  1. Lo stile
    Lo stile è una caratteristica che nasce dall’unione del modo di presentarsi con il modo di comportarsi. Si può avere un’immagine impeccabile e modi sgarbati o grossolani, oppure l’esatto contrario. Non esiste mai un modo sbagliato di mostrare il proprio stile, perché esso va commisurato al pubblico presso cui vuoi accreditarti. Il tuo stile verrà apprezzato da chi ti assomiglia.
  2. La caratteristica
    Questo fattore determina la distanza sostanziale tra te e il resto dell’offerta. A chi ti senti affine e a quali gruppi senti di appartenere, quali valori etici e morali esprimi, di cosa ti circondi, le tue passioni e tutti gli elementi distintivi che pensi sia utile evidenziare. 
    Tutti questi elementi, possono anche non essere strettamente legati all’obiettivo che ti sei posto, ma in questo caso vanno dosati con attenzione in modo da non compromettere il posizionamento professionale. L’obiettivo è solo uno, il resto è fatto di accessori che vanno inseriti, in modo opportuno e misurato, per arricchire la comunicazione in chi ti conosce già. Se sei un architetto, ma comunichi più spesso e con maggiore insistenza che fuori dal lavoro la tua passione è giocare a golf, rischi di essere scambiato per un giocatore professionista.
  3. Il messaggio
    Le cose in cui credi fermamente. Qui devi parlare del tuo lavoro e di cosa ritieni opportuno fare per essere un ottimo professionista. Ad esempio, nel mio caso, ribadisco spesso che non esistono trucchi o tattiche per ottenere un successo comunicativo immediato, ma solo un percorso che va affrontato investendo nel tempo, nei contenuti e nelle relazioni. Altri potrebbero dire l’esatto contrario.
  4. La differenza
    Alcuni chiamano questo punto il “nemico giurato”, ciò che vuoi combattere e da cui vuoi prendere le distanze. Se sei un politico è fondamentale individuarlo per ottenere una comunicazione efficace basata sulle differenze. Se invece sei un idraulico puoi far leva su una comunicazione più morbida con cui evidenziare la distanza tra te e il resto dell’offerta, che usa materiali scadenti, non offre garanzie o non rispetta le scadenze. 
    È opportuno che comunichi queste caratteristiche e i tuoi valori senza eccedere e senza cadere in una patetica presa di posizione contro la concorrenza. Anziché puntare sul fatto che tutti gli altri sono inaffidabili, con il rischio concreto di apparire succube della concorrenza, è sufficiente che tu metta in evidenza quello che sei.

Questi punti fermi non servono a creare contenuti, ma ad arricchirli, perché il rischio è comunicare la normalità o la paura. Sono quattro elementi da tenere come traccia nelle tue comunicazioni che vertono sull’aiutare gli altri a diventare chi sei tu o a spiegare quanto sai fare bene il tuo mestiere a possibili clienti.

Essere normali non è un punto di distinzione.

Crea la tua differenza, il tuo messaggio.

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Con la buona o cattiva reputazione.

La reputazione è la cosa più importante che possiedi.

La reputazione è neutra, può essere ottima o pessima, ma in entrambi i casi la sua esistenza è fondamentale per una persona o un’azienda. 

Certo, la cosa a cui devi tendere è ottenere una buona reputazione nei confronti del pubblico che vuoi che diventi il ‘tuo’ pubblico, perché non puoi piacere a tutti. Nell’atto di ottenere un ‘tuo’ pubblico devi operare delle scelte e decidere da chi vuoi essere apprezzato o acquistato.

Una grande catena di fast food non vuole piacere a tutti; ha scelto il suo pubblico anche a costo di farsi dei nemici tra chi non apprezza i suoi prodotti e i suoi valori. Questa infatti non piace a chi mangia cibo salutista o ricercato, a chi ama il cibo vegano o a chi osserva (e disapprova) i turni massacranti dei suoi dipendenti. Questa azienda si rivolge ad altri: a chi vuole mangiare cibo gustoso, a poco prezzo, a chi ama l’informalità degli ambienti o a chi ha poco tempo per la pausa pranzo. La reputazione non è mai univoca e inossidabile, varia in base a chi la osserva

Tuttavia c’è un unico grande errore che puoi commettere con la reputazione: non averla.

Non avere nessuno che parla di te, che ti conosce, che sposa la tua causa o ti odia. Questo è l’errore più grave che puoi commettere come persona o come azienda. Perché anche la persona peggiore del mondo avrà l’appoggio di altri che la pensano allo stesso modo. 

La reputazione è una questione di scelte chiare e mantenute.

Quindi?

Quindi, che tu lo voglia o meno, devi fare in modo che la tua reputazione esista e sia la migliore possibile, devi essere l’opportunità migliore, non per tutti, per per il tuo pubblico, per il tuo target, devi essere la migliore.

Per generare una buona reputazione ovviamente devi essere una persona onesta, di sani principi, che ha realizzato e può dimostrare qualcosa, che ha qualcosa da comunicare. Che ha dei contenuti.

Non esiste il marketing senza contenuti. Non esistono relazioni senza contenuti. Se togli il contenuto viene a mancare il motivo per attrarre le persone interessate a te, alla tua azienda o i tuoi prodotti/servizi.

Negli ultimi vent’anni abbiamo ottenuto nuovi modi per mostrare contenuti in canali veloci, usa e getta, in cui realizzare, distribuire e creare interesse. Alcuni hanno caratteristiche di velocità tali da renderli appetibili per chi vuole assorbire tanti contenuti velocemente, tuttavia questo è anche un grosso limite dal punto di vista dell’attenzione che puoi ottenere da essi.

Se parli attraverso le immagini, il contenuto più veloce che puoi realizzare è una foto in cui mostri un mondo felice. Nessuno si pone (e ti pone) domande se ti vede felice, soddisfatto o in un contesto gioioso. In realtà questo è il contenuto che ottiene meno attenzione rispetto a qualsiasi altro.

L’interesse dell’altro non nasce da un’immagine felice, ma da cosa l’ha provocata. Se ti mostri sorridente in riva al mare, con l’aperitivo, non è una storia. La storia segue un filo in cui lo schema più semplice è dato da: prologo, conflitto e soluzione. Diventi interessante quando racconti, in modo autentico, quello che hai dovuto passare per ottenere qualcosa.

Nessuno ti chiede come stai se ti vede felice e nessuno ti ascolta se mostri sempre e solo il tuo lato migliore. 

Per ottenere l’attenzione di chi hai di fronte devi mostrare le tue vulnerabilità e come puoi aiutare chi ti ascolta a risolvere le sue. Perché la storia più convincente che puoi raccontare ha una leva che si chiama “identificazione”.

Hai capito adesso quale può essere il tuo percorso per ottenere la reputazione?

Certamente si.

No? Perbacco, allora la cosa si fa seria, probabilmente non sono stato chiaro abbastanza, probabilmente non sono riuscito a far “passare” il mio messaggio, o probabilmente hai necessità di qualcuno che ti possa aiutare e combattere con te per farti ottenere quello che desideri.

Ecco, quella persona sono io, la persona che, se vuoi, si siederà al tuo fianco e percorrerà con te il percorso di elevazione.

Oppure no!

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Ce l’hai tu, ce l’hanno loro, usalo!

Recentemente è stato stimato che ci sono circa cinque miliardi di smartphone su questo pianeta.

È ora di smettere di guardare i grafici e prendere atto che siamo tutti inevitabilmente connessi, ma questa non è di certo una novità.

La cosa importante è quella di capire come utilizzare questo mezzo tecnologico per arrivare alle 1.000 persone utili al tuo lavoro. Si perchè, come in più di un’occasioni ho avuto modo di dirti, NON devi arrivare a tutti, devi comunicare in maniera differente.

Rinfrescati la memoria rileggendo questo post.

Si tratta di comprendere chi sono, quanto hanno bisogno di quello che proponi, cosa amano in una persona e che cosa invece odiano. Si tratta di comprendere il momento giusto in cui hanno tempo per prestarti attenzione, si tratta di essere eleganti nel proporsi, dopo aver compreso quali sono i modi che apprezzano e aver riflettuto su cosa hai da offrire in più o di diverso rispetto ai concorrenti. Cosa sei disposto a cedere in cambio della loro vera attenzione? 

Hai uno smartphone tu e ce l’hanno anche loro. La distanza tra te e loro si chiama “marketing”. La reale connessione tra te e loro si chiama “opportunità”.

Pensa quindi al tuo pubblico come penseresti a te, immedesimati nei tuoi comportamenti ed in quelli delle persone che vuoi raggiungere, non omologarti alla massa ma pensa a come vuoi cambiare il loro modo di vivere.

Per fare questo occorre l’idea, il modo nella quale vuoi realizzarla ed una “strategia“, la cosa che ti traghetterà verso la consapevolezza.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio sito e quello della mia azienda.
Continua a seguirmi!

Tu sei ricco, ma la tua azienda è povera.

Spesso mi ritrovo a parlare di una spiacevole abitudine degli italiani, quella di non investire in azienda ma al contrario di usare questa come portafoglio personale, una cosa assurda!!!

Gli italiani usano le aziende al contrario.

Gli italiani, con la propria azienda pagano prima sé stessi, per pagarsi il proprio tenore di vita, i propri vizi e in generale per mettere “qualcosa” in banca.

Per questo spremono sempre le aziende fino all’osso e oltre. In pratica l’imprenditore italiano decide aprioristicamente un tenore di vita che desidera e poi spreme, tipo le olive sotto la macina del frantoio, l’azienda per estrarre quello che gli serve per mantenere quello stile di vita.

Non importa se in questo modo l’azienda muore per asfissia finanziaria perché si prende più di quello che serve per il sostentamento e gli investimenti.

Aziende massacrate come le mucche negli allevamenti intensivi.

Esattamente come accade per le mucche in allevamento. I vegani per etica e gli animalisti hanno ragione su questo punto. Una vacca in natura ha una vita media di 25-30 anni a seconda della razza.

In allevamento, spremuta contro natura per dare più latte di quello che normalmente farebbe, muore entro i 5 anni.

Esattamente come la maggior parte delle aziende in Italia.

Che muoiono prevalentemente – anche se a chi capita non piace sentirselo dire e preferisce dare la colpa alle tasse, al governo o altri responsabili via via sempre più astratti tipo “la crisi” – per malagestione ed eccesso di sfruttamento.

Gente che dovrebbe girare con la panda a gas per qualche anno, perché quello l’azienda neonata può dare, che invece vuole per immagine sociale il macchinone, la seconda casa al mare e le super-ferie.

Non a caso, la differenza della patrimonializzazione tra privati e aziende in Italia è assurda e impietosa.

Sai quanti sono gli imprenditori che nel 2019 pensano di “investire in azienda“? SOLO l’11% contro il 25% del 2018.

Questo vuol dire che 9 imprenditori su 10 non faranno niente per migliorare la propria competitività sul mercato.

Siamo nell’epoca più importante del mondo dell’imprenditoria, dove il marketing finalmente permette a coloro che vogliono emergere di scalare la cima dell’ascensore sociale anche partendo da sottozero.

Il segreto? Andare all’attacco mentre tutti gli altri si ritirano e mettono i soldi in cazzate o sotto il materasso.

Voglio mettere a tua disposizione una consulenza attraverso il percorso che ho messo in pratica, frutto della mia esperienza imprenditoriale dal 1984.

Il percorso Imprenditore Evoluto il primo (e unico!) mentoring imprenditoriale nel quale si parla di atteggiamento imprenditoriale (base fondamentale per poter crescere), dell’analisi dei numeri della tua azienda (per capire come ti stai muovendo, cosa puoi fare per migliorare le tue finanze e quindi iniziare ad attivare strategie di marketing), di strategie di marketing (posizionamento, valori differenzianti, scala dei valori, ecc.)

Il percorso è composto da tre moduli:

START (partenza): non si può intraprendere un cammino se non si inizia da una partenza efficace.

Il primo passo di ogni percorso è fondamentale per consentire di muovere i passi successivi sapendo di aver “costruito” delle solide fondamenta.

Start è quindi la fase preventiva per essere dei buoni imprenditori ed avere le competenze “mentali” imprenditoriali.

RUN (corri): una buona partenza consente di garantirsi il giusto ritmo, il giusto passo da seguire. Per arrivare in fondo, per ottenere l’obiettivo, è necessario allenamento e dedizione al fine di ottenere una prestazione ottimale.

Correre è quindi indispensabile per mantenere il ritmo, essere proattivi e giungere all’obiettivo in maniera consapevole.

Run si prefigge l’obiettivo della consulenza e della corretta gestione aziendale.

GROW (crescita): una volta partiti con il piede giusto ed aver impresso il “ritmo” all’attività è indispensabile determinare la crescita costante che garantisce solidità finanziaria ed operativa.

Grow quindi si prefigge di integrare le capacità imprenditoriali (Start) alla giusta gestione aziendale (Run) con le competenze del marketing strategico.

Nello specifico parliamo del modulo GROW nel quale il mio obiettivo è quello di offristi e mettere tua disposizione tutte le mie competenze per consentirti di:

  • identificare il tuo prodotto/servizio, valutare la concorrenza, i valori differenzianti.
  • individuare il giusto posizionamento sul mercato, la promessa, la comunicazione giusta con il tuo potenziale cliente.
  • determinare una strategia che ti porta ad essere presente, autorevole e genera consapevolezza nel mercato.

Come fare? Semplicissimo, partiamo da una analisi preliminare gratuita ti consentirà di analizzare soprattutto i punti di forza sui quali intervenire che faranno automaticamente sparire i tuoi punti deboli (e quelli della tua attività).

Datti la possibilità di tentare.

Non stai rischiando nulla, ma potrebbe essere la scelta più importante della tua carriera imprenditoriale.

Auspico che tua sia curioso almeno di sapere di cosa si tratta, anche io sono curioso di conoscerti ed poterti aiutare.

Contattami e ne parleremo.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio sito e quello della mia azienda.
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Ma che ne sai dei tuoi clienti?

Ora, in questo preciso istante, sapresti dirmi per quanto tempo un cliente comprerà da te?

E quanti acquisti farà in media nei prossimi anni?

Se non sei in grado di farlo, abbiamo un problema, uno bello grosso a dirla tutta.

Non tutti amano la matematica, ma in questo momento è fondamentale farne uso.

Non esiste impresa che possa crescere senza una perfetta conoscenza dei numeri.

Devi avere ben chiaro quanto sia importante calcolare con precisione quanto puoi o non puoi investire per strappare alla concorrenza un possibile acquirente del tuo prodotto o servizio.

Facciamo un esempio pratico, supponiamo tu abbia un albergo in una celebre località di mare che chiameremo Scoglio azzurro Marina di Poseidone.

Ti sei reso conto che la spesa supera l’incasso? Male. Anzi, malissimo, ma si può comunque rimediare.

I motivi potrebbero essere diversi:

  • Potresti avere un terribile posizionamento o, molto più probabilmente, non averne uno;
  • Il tuo marketing potrebbe essere strutturato male e il tuo funnel essere difettoso;
  • Magari il tuo copywriting è inefficace e ti trovi dunque a perdere potenziali clienti una volta che vengono sottoposti ai tuoi materiali;
  • Forse la tua rete vendita non sa chiudere i contratti…

E potrei andare avanti per ore ed ore, ma la vera domanda è: come poni fine a tutto questo?

Solo e soltanto attraverso un marketing fatto come si deve, con offerte strutturate in base ai numeri, un solido posizionamento sul mercato, esplicato giorno dopo giorno da un copy più che perfetto.

Ovviamente, lo ripeto per sicurezza, il tutto deve essere accompagnato da un servizio o prodotto all’altezza dei tuoi materiali di marketing.

Combinando tutti questi fattori, puoi essere sicuro di abbassare il costo di acquisizione cliente e contemporaneamente aumentare il valore di ognuno di loro.

Voglio mettere a tua disposizione una consulenza attraverso il percorso che ho messo in pratica, frutto della mia esperienza imprenditoriale dal 1984.

Il percorso Imprenditore Evoluto il primo (e unico!) mentoring imprenditoriale nel quale si parla di atteggiamento imprenditoriale (base fondamentale per poter crescere), dell’analisi dei numeri della tua azienda (per capire come ti stai muovendo, cosa puoi fare per migliorare le tue finanze e quindi iniziare ad attivare strategie di marketing), di strategie di marketing (posizionamento, valori differenzianti, scala dei valori, ecc.)

Il percorso è composto da tre moduli:

START (partenza): non si può intraprendere un cammino se non si inizia da una partenza efficace.

Il primo passo di ogni percorso è fondamentale per consentire di muovere i passi successivi sapendo di aver “costruito” delle solide fondamenta.

Start è quindi la fase preventiva per essere dei buoni imprenditori ed avere le competenze “mentali” imprenditoriali.

RUN (corri): una buona partenza consente di garantirsi il giusto ritmo, il giusto passo da seguire. Per arrivare in fondo, per ottenere l’obiettivo, è necessario allenamento e dedizione al fine di ottenere una prestazione ottimale.

Correre è quindi indispensabile per mantenere il ritmo, essere proattivi e giungere all’obiettivo in maniera consapevole.

Run si prefigge l’obiettivo della consulenza e della corretta gestione aziendale.

GROW (crescita): una volta partiti con il piede giusto ed aver impresso il “ritmo” all’attività è indispensabile determinare la crescita costante che garantisce solidità finanziaria ed operativa.

Grow quindi si prefigge di integrare le capacità imprenditoriali (Start) alla giusta gestione aziendale (Run) con le competenze del marketing strategico.

Nello specifico parliamo del modulo GROW nel quale il mio obiettivo è quello di offristi e mettere tua disposizione tutte le mie competenze per consentirti di:

  • identificare il tuo prodotto/servizio, valutare la concorrenza, i valori differenzianti.
  • individuare il giusto posizionamento sul mercato, la promessa, la comunicazione giusta con il tuo potenziale cliente.
  • determinare una strategia che ti porta ad essere presente, autorevole e genera consapevolezza nel mercato.

Come fare? Semplicissimo, partiamo da una analisi preliminare gratuita ti consentirà di analizzare soprattutto i punti di forza sui quali intervenire che faranno automaticamente sparire i tuoi punti deboli (e quelli della tua attività).

Datti la possibilità di tentare.

Non stai rischiando nulla, ma potrebbe essere la scelta più importante della tua carriera imprenditoriale.

Auspico che tua sia curioso almeno di sapere di cosa si tratta, anche io sono curioso di conoscerti ed poterti aiutare.

Contattami e ne parleremo.

Permetti di presentarmi, mi chiamo Antonio Finocchi, mi definisco un Agevolatore di Business, un Aggregatore di Relazioni, mi occupo di Economia Collaborativa.
Sono imprenditore dal 1984, le mie aziende sono tuttora floride e sul mercato, le mie intuizioni imprenditoriali hanno generato format e attività di importante livello.
Mi occupo di mentoring, trasferimento professionale di esperienze, credo fermamente che “puoi trasferire solo ciò che hai fatto di persona”.
Sono il creatore di Imprenditore Evoluto(R) e Time Voucher(R) e dell’ultima realtà imprenditoriale (OPEN) che si occupa di Marketing Strategico e Consulenza Imprenditoriale.
Se vuoi conoscere qualcosa di più su di me visita il mio sito e quello della mia azienda.
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